Passano gli anni e i decenni, ma il Bentegodi di Verona si rivela sempre una tagliola fatale per il Milan – la cui versone odierna, peraltro, non è minimamente paragonabile ai suoi gloriosi predecessori che qui ci lasciarono le penne. All’esordio in campionato, i rossoneri vengono infatti battuti dai ragazzi di Mandorlini, che rimontano l’iniziale squillo di Poli con una poderosa doppietta aerea di Luca Toni e si portano a casa tre punti strameritati. Disarmante la prova di Balotelli e compagni, parsi sulle gambe, scollati, poco organizzati ma soprattutto modesti tecnicamente.

Come a Eindhoven il Milan inizia a passo tutt’altro che spedito; eppure, come a Eindhoven, dopo un quarto d’ora si trova già in vantaggio di un gol. È Andrea Poli a battezzare nel migliore dei modi il suo esordio in Serie A con la maglia rossonera, sfruttando al meglio un assist perfetto di Balotelli e infilando sul secondo palo Rafael in uscita. I tifosi del Milan non lo sanno ancora, ma questo sarà l’ultimo tiro in porta rossonero fino a 6’ dal termine. Invece di infondere sicurezza alla squadra di Allegri, infatti, il gol dell’ex interista la narcotizza: la manovra, se così la vogliamo definire, consiste in un’ottusa ricerca della fascia destra, dove né Abate né Niang riescono mai a creare nulla di buono, con la conseguente sparizione dai radar di Nocerino ed El Shaarawy e la neutralizzazione di Balotelli, che la perfida curva veronese bersaglia di applausi ironici a ogni tocco di palla. Dorme Montolivo, che perde due palloni sanguinosi che per sua fortuna i gialloblu non trasformano in rete. E, naturalmente, dorme l’intera difesa rossonera sulla consueta palla inattiva: il fatto che, attorno alla mezz’ora, sia stato permesso a Luca Toni di inzuccare indisturbato a 6 metri da Abbiati il pallone dell’1-1 non può spiegarsi che con un coma collettivo.

Un sonnellino deve averlo schiacciato anche Allegri nell’intervallo, visto che il Milan ritorna in campo con un cipiglio bovino. La squadra di Mandorlini, invece, corre, ha idee e organizzazione; e, dopo aver sfiorato il gol con Jankovic (di testa, pensa te), al minuto 8 si ritrova meritatamente avanti: ennesima ripartenza fulminea, cross di esterno di Jankovic e Toni, dimenticato da Zapata, incorna nell’angolo basso, con Abbiati parso ancora una volta non troppo reattivo. Allegri prova a rimescolare le carte, cassando gli ectoplasmi Niang ed El Shaarawy e buttando nella mischia Emanuelson e il 18enne Petagna, ma la recita dei rossoneri continua a essere deprimente. È il Verona, infatti, a sfiorare a ripetizione la terza rete, recriminando anche per un probabile fallo da rigore di Mexes sull’incontenibile Toni. Nel finale di gara, grazie all’ingresso di Robinho e soprattutto al calo dei padroni di casa, il Milan torna a farsi vedere dalle parti di Rafael con un paio di conclusioni dalla distanza di Montolivo e Balotelli e qualche mischia. Troppo poco per pareggiare. E troppo poco per pensare che questa squadra possa andare bene così com’è.