Finisce con un pari per 2-2 al Bentegodi la sfida tra Verona e Juventus e, ufficialmente, i rispettivi campionati con scaligeri e bianconeri ai quali poco o nulla rimaneva da dimostrare se non concentrazione per l’onore dello spettacolo, per evitare brutte figure da parte dei padroni di casa e per non subire sgradevoli cali di tensione da parte di una Juve chiamata all’impegno più importante della stagione tra una settimana a Berlino. La finale di Champions League d’altronde rappresenta per la Juventus una gran bella ciliegina sulla torta di un’annata strepitosa. L’evento che aggiunge valore al valore riempiendo d’importanza e merito la sua ribalta internazionale rimasta per troppo tempo a digiuno di successi e riconoscimenti in campo europeo.

Inoltre Verona-Juventus, che alla fine è stata davvero una gran bella chiusa di campionato, ha offerto una partita vera all’interno di un match che avrebbe potuto presentarsi con tutta l’informalità del caso. La sfida tra bomber invece è riuscita a far sì che tra Verona e Juve ci fosse ancora adrenalina, voglia di vincere e di convincere, di dimostrare all’avversaria il proprio valore, comunque. Così tra l’eterno Luca Toni e l’Apache Tevez l’ha spuntata la caparbietà del 38enne di Pavullo nel Frignano che siglando la rete del pareggio dopo il vantaggio bianconero ha arricchito il suo bottino stagionale giungendo a quota 22 gol e sedendosi comodamente sul trono dei cannonieri della Serie A, Icardi permettendo. Un po’ più magra invece la figura dell’argentino che ha sciupato l’occasione di rispondere al fuoco facendosi parare un rigore da Rafael.

Il Verona disputa un primo tempo gagliardo costruendo gioco, soprattutto sulle fasce sfruttando soprattutto il corridoio di destra con Sala, cursore infaticabile e avvalendosi dei bei costrutti a centrocampo di Tacthsidis e Hallfredsson, quasi sempre ineccepibili nel far pervenire il pallone nelle zone calde presidiate dal tridente Jankovic, Toni e Juanito Gomez. La Juventus non corre però eccessivi pericoli, difende bene e fa possesso a centrocampo e alla fine della prima frazione di gioco si ritrova in vantaggio senza colpo ferire grazie a una magia di Pereyra che toglie le ragnatele dal “sette” della porta di Rafael. Nella ripresa le cose per i gialloblu si complicano perché la Juventus affonda molto di più i suoi colpi. Gli uno-due tra Pirlo e gli esterni Evra e Lichtsteiner sono sempre micidiali ne da una di queste combinazioni nasce il gol del nuovo vantaggio bianconero a firma di Llorente.

Mandorlini però non ci sta proprio a perdere l’ultima di campionato di fronte al suo pubblico, urla e si sbraccia come un ossesso invocando cuore e coraggio. Nel recupero Juanito Gomez, come se fosse spinto e sorretto in cielo da tutta la squadra, va su in alto a colpire di testa l’assist offertogli da Rafa Marquez e la mette alle spalle di un incredulo Buffon. È l’istantanea di tutta una stagione per un Verona che magari fatica nel riuscire ad essere là tra i club che ambiscono a qualcosa in più, ma che non molla davvero mai.