Non si può certo dire che Anthony Vanden Borre abbia lasciato un segno indelebile nel campionato italiano: con la Fiorentina solo 5 presenze, mentre con il Genoa ne ha collezionate addirittura 33, facendo 2 assist e nessun gol. Esploso giovanissimo nell’Anderlecht, sembrava davvero un predestinato, era considerato uno dei giovani da tenere d’occhio. Purtroppo per lui, la sua carriera è stata nettamente al di sotto delle aspettative, non riuscendo a imporsi né in Serie A, né nel campionato inglese, collezionando solo prestazioni mediocri. Dal 2013 è tornato in Belgio, proprio nel club che l’aveva lanciato, tentando di ripercorrere i fasti di qualche anno fa.

Adesso, pronto per una breve vacanza in Grecia, pare sia finalmente riuscito a lasciare il segno. Purtroppo non su un campo di calcio, ma… in aeroporto. Presentatosi in ritardo per l’imbarco del suo volo per l’isola di Creta, l’ex giocatore della Fiorentina è stato bloccato dal personale di Zaventem, l’aeroporto che recentemente è stato tristemente protagonista della cronaca per gli attentati terroristici del 22 marzo, in cui hanno perso la vita 12 persone , che gli ha impedito l’imbarco. Del resto il banco del check in era ormai chiuso da qualche minuto, dunque sarebbe stato complicato aprirlo solo per lui. Ecco, questo è il momento preciso in cui Vanden Borre perde la testa: pare infatti che abbia iniziato a urlare «bomba!», creando ovviamente panico e scompiglio all’interno della struttura. Fonti che si trovavano lì in quel momento affermano che il difensore belga, visibilmente innervosito dalla situazione, abbia anche iniziato a dire «Mi comprerò un aereo tutto mio, così non dovrò prendere ordine da voi», prendendosela anche con un membro del personale della compagnia di volo, la JetAir.

Ovviamente non si è fatta attendere molto la smentita da parte dell’entourage del giocatore, che ha confermato il litigio con il personale dell’aeroporto, ma smentito categoricamente l’urlo della parola “bomba”: «Anthony non ha minacciato nessuno – si legge sul sito Dhnet.be – era un po’ sconvolto, ma ha preso l’aereo successivo. Ha solo detto al personale di occuparsi dei terroristi piuttosto che impedire a lui di imbarcarsi».

Un episodio sicuramente curioso, che quantomeno ha riconsegnato Vanden Borre alle cronache internazionali. Purtroppo non per qualche sua prodezza su di un campo di calcio, ma per un vero e proprio… colpo di testa.