Valentino Manfredonia ha un sogno nel cassetto: partecipare alle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016 e far sognare gli appassionati di boxe italiani. Il sogno potrebbe presto diventare realtà perché il pugile partenopeo continua a macinare successi. L’ultimo il 7 marzo a Milano in occasione della sfida tra Italia Thunder e l’Azerbaijan Baku Fires, gara valida per le World Series of Boxing (WSB), competizione creata nel 2010 dalla International Boxing Association (AIBA). Manfredonia è stato l’unico della squadra azzurra a fare bottino pieno. Nella categoria 81 kg ha sconfitto il 26enne azero Soltan Migitinov cogliendo il quarto successo consecutivo nella serie e mantenendo il primato in classifica.

Valentino Manfredonia galoppa verso Rio 2016

A fine gara abbiamo scambiato quattro chiacchiere con lui: “Sapevo che questo era un match tosto ma sinceramente è stata più dura di quanto mi aspettassi – ha detto Valentino a Leonardo.it . La posta in palio era molto alta e il mio avversario era terzo in classifica individuale, era tosto e lo sapevo già da prima. Però ho risposto colpo su colpo e alla fine ho vinto. Ora sono primo in classifica e questo match è messo alle spalle ma ce ne saranno altri. Questo sicuramente è uno dei match più difficili che dovevo affrontare. Sono molto contento, speriamo di non fermarci e di poter andare alle Olimpiadi. Sono contento anche per il pubblico. Era la prima volta che combattevo a Milano e ho sentito la gente molto vicina anche se non conosco tante persone e questo mi ha fatto davvero molto piacere”.

Nato in Brasile e napoletano doc

Valentino Manfredonia vanta tre titoli italiani (2006, 2007 e 2013) mentre da Elitè ha conquistato due argenti prima di vincere l’oro ai campionati UE dello scorso anno a Sofia. La qualificazione olimpica non è lontana: i conti si faranno a settembre ma i pass lo strappano i primi due di ogni categoria e per lui approdare ai Giochi sarebbe una doppia soddisfazione visto che dopo aver accarezzato il sogno di diventare professionista (dopo il titolo italiano nel 2013, ndr) arriverebbe a Rio dalla porta di servizio. Inoltre Valentino il Brasile ce l’ha nel sangue, essendo nato proprio nella ‘Cidade Maravilhosa’ il 29 settembre 1989: Sono nato in Brasile ma dopo 10 giorni ero già in Italia. Sono al 100% napoletano e tifo Napoli”. 

La dedica speciale e l’impegno contro l’omofobia

Le sue origini partenopee trovano conferma anche in un inedito tatuaggio rosso sul petto, notato da molte ragazze: “Questo è il bacio di mia mamma. Per noi napoletani la prima donna è sempre la mamma”. Il giorno dopo, sul suo profilo Facebook, Valentino ha voluto fare una dedica particolare: “Questa bella vittoria la voglio dedicare a Felice Ponari (storico chef di Napoli, ndr) che purtroppo é venuto a mancare”. Impegnato in prima linea in un’altra lotta, ben più importante, contro l’omofobia, Manfredonia è maturato sportivamente in Emilia Romagna. Ora vive a Bellaria e lavora in un laboratorio di gelati a Savignano sul Rubicone. Nel frattempo continua a coltivare il suo sogno per tornare in Brasile. E tenere alta la bandiera italiana.

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