Pensate che già era riserva per le Olimpiadi di Barcellona 1992, a 18 anni. E ha cercato di qualificarsi per quelle di Rio 2016, 24 stagioni dopo. La leggenda del fioretto femminile, Valentina Vezzali, annuncia il suo ritiro. A 42 anni, dopo aver vinto tutto più volte e da più grande di sempre nell’arma senza discussioni, lo dicono i numeri, ma soprattutto la qualità della sua scherma e la longevità.

FENOMENO

A Rio de Janeiro, per i Mondiali a squadre, nella stessa specialità ahinoi non presente alle Olimpiadi assieme alla sciabola maschile, nella Carioca Arena 3 che fra poco più di tre mesi ospiterà appunto la sfida a Cinque Cerchi, la jesina ha disputato l’ultima gara della sua gloriosa carriera. Trentacinque, dicasi trentacinque medaglie d’oro conquistate tra Europei, Olimpiadi (sei) e Mondiali. Numeri impressionanti e probabilmente irripetibili i suoi: sei titoli iridati individuali nel fioretto, da Seul ’99 fino a Catania 2011 (nessun altro atleta nella storia della scherma ci è mai riuscito), tre olimpici, undici successi nella classifica di Coppa del Mondo con 79 vittorie di tappa (ovviamente record). A elencare i trionfi non finiamo più. Competitiva dai 16 ai 40 anni, una fame di vittorie e trionfi unica, così come la capacità di adattamento ai vari percorsi presi dal suo sport (che ha cambiato spesso regole) dall’inizio degli anni ’90 a oggi. Nel palmarés ci sono anche 30 titoli italiani, 5 ori alle Universiadi, due ai Giochi del Mediterraneo. Dalle tedesche di fine anni ’80, alle rumene di metà anni ’90 passando per quella che era il suo idolo in gioventù, Giovanna Trillini, jesina come lei, fino ad arrivare alle attuali russe, ha saputo superare tutte le avversarie più forti. Nessuna come lei, ieri, oggi, domani. Grazie.