Concentratissimo prima dello start, non uno sguardo, non una parola o un semplice sussurro indirizzati verso il grande avversario pochi blocchi più in giù. Usain Bolt è ancora il re, l’uomo più veloce del mondo anche nei 200m piani e a Pechino conquista la sua decima medaglia mondiale lasciando dietro di sé ancora una volta Justin Gatlin che in curva sembrava averlo affinacato e ripreso ma che invece nel rettilineo che conta è stato letteralmente annichilito dal giamaicano che ha corso in 19″55 stracciando tutti. Il tempo non è di quelli memorabili ma è pur sempre registrabile come primato stagionale.

L’oro nei 100 metri aveva instillato un barlume di possibilità con quel “fotofinish” dell’arrivo ma i 200 m rimangono in assoluto la distanza di Usain Bolt e in questo caso non c’era pronostico contrario che potesse reggere alla velocità di “Thunder” Bolt. E in effetti sulla distanza doppia non si è trattato più di microtempi (quel centesimino della finale, 9″79 contro il 9″80) e Gatlin e rimasto staccato di ben 19 centesimi. Per Bolt si tratta del quarto titolo iridato sulla distanza dopo Berlino, Daegu e Mosca, che va aggiungersi ai due ori olimpici messi al conquistati nel 2008 e nel 2012. Lo statunitense rivale deve dunque accontentarsi dell’argento, mentre il bronzo va al sudafricano Anaso Jobodwana in 19″87.

Curioso il siparietto a fine gara che avrebbe potuto trasformarsi in un qualcosa di un po’ più grave con Bolt che durante il giro d’onore dopo la splendida vittoria nei 200 metri è stato investito e abbattuto da un cameraman della tv cinese che lo seguiva con la telecamera con una sorta di segway elettrico. Il campione mondiale è andato a gambe all’aria e per qualche secondo si è anche toccato la gamba con enorme preoccupazione, ma poi ha ripreso il giro come se nulla fosse accaduto.