Dopo l’italiano, un francese. Un’altra ferita, dopo quella infertagli da Fabio Fognini dodici mesi fa al terzo turno. Si ferma agli ottavi di finale il cammino di Rafa Nadal agli US Open 2016, quarta e ultima prova stagionale dello Slam: a estromettere il mancino spagnolo, numero 5 del mondo e quarta testa di serie, è un francese, ovvero Lucas Pouille, capace di imporsi con il punteggio di 6-1, 2-6, 6-4, 3-6, 7-6(6) dopo 4 ore e 6 minuti di lotta sull’Arthur Ashe Stadium.

RAFA KO

Qualcuno chiamerà ora ‘il maratoneta’ questo 22enne, numero 25 del ranking Atp e 24esima testa di serie, visto che al secondo turno aveva rimontato lo svizzero Marco Chiudinelli (l’amico di King Roger era avanti due set a zero) e poi al terzo era venuto a capo anche dello spagnolo Roberto Bautista Agut, numero 17 Atp, dopo esser stato sotto 2 set a uno, senza dimenticare i 4 set d’esordio con Kukushkin. Ha dominato il primo parziale, quando era ingiocabile di rovescio, ha fatto spallucce quando il maiorchino ha reagito pareggiando i conti, è tornato a spingere, facendo suo il terzo set e, sotto gli occhi del suo capitano di Coppa Davis Yannick Noah, ha continuato a giocare senza paura anche quando la partita si è protratta al quinto set, prima volta per Rafa che veniva da tre passeggiate (Istomin, Seppi e Kuznetsov). Ed è lo spagnolo, due volte vincitore di questo torneo, a portarsi subito avanti di un break, però quando va a servire sul 4-3 arriva 30-0 ma si fa incredibilmente recuperare e cede la battuta, tanto che sullo slancio sale Pouille sul 5-4 con tre game di fila. E’ un quinto set concentrato di emozioni, di prodezze e di qualche leggerezza da una parte e dall’altra e logica conseguenza è l’epilogo al tie-break (il primo al 5° set per Nadal agli US Open): dopo un doppio fallo, sale in cattedra Pouille, che con un rovescio lungo linea sulla riga e un ace vola 4-1, quindi si issa 6-3, Rafa con il cuore annulla tre match point, ma poi sbaglia un dritto da urlo e l’avversario non trema, chiudendo 8-6 con un dritto vincente, tra gli applausi del campo principale di Flushing Meadows.

FRANCIA

Nel confronto che vale la semifinale Pouille adesso è atteso a un derby della Marsigliese con Gael Monfils, che ha inanellato quattro vittorie di fila senza lasciare per strada nemmeno un set, ovvero un parziale di 12 a 0. Non pare conoscere rallentamenti di sorta la corsa del 30enne parigino, numero 12 della classifica mondiale e decima testa di serie degli US Open, dove si è sbarazzato agevolmente di un avversario sulla carta insidioso come il cipriota Marcos Baghdatis, numero 44 Atp: 63 62 63 il punteggio sul Grandstand, per staccare il biglietto per i quarti di finale dell’ultima prova stagionale dello Slam. E’ la terza volta che ci arriva il 30enne parigino (73% di prime di servizio messe in campo), eguagliando dunque il risultato ottenuto nel 2010 e nel 2014 quando mancò pure una palla match contro Roger Federer prima di inchinarsi in cinque set. In un’estate che lo ha visto conquistare a Washington il titolo più importante della sua carriera fin qui (Atp 500) e poi giungere in semifinale al ‘1000’ di Montreal, senza dimenticare quei due match point sciupati nei quarti del torneo olimpico di Rio contro Kei Nishikori che hanno mandato in fumo una possibile medaglia, Monfils proverà a issarsi per la prima volta nei ‘best 4’. Pouille permettendo ovviamente.

TSONGA

C’è anche un terzo francese, oltre a Monfils, tra i ‘best 8’ degli US Open (non era mai accaduto in uno Slam nell’Era Open) ed è Jo-Wilfried Tsonga, numero 11 del ranking mondiale, che ha domato l’esuberanza dello statunitense Jack Sock, numero 27 Atp e 24 del tabellone, che nel turno precedente aveva sgambettato il croato Marin Cilic, qui campione nel 2014 e settima testa di serie. Dopo aver fatto suoi i primi due set, il ‘Cassius Clay del tennis’ ha mancato un match point nel tie-break del terzo, cedendolo, prima di imporsi con il punteggio di 63 63 67(7) 62 nonostante il pubblico del ‘Louis Armstrong Stadium’ fosse tutto per lo yankee. Si tratta della terza volta nei quarti di finale nella Grande Mela anche per Tsonga, che dovrà vedersela con il Djokovic.  118 minuti in campo, quattro set e mezzo e gli ottavi agli US Open serviti. Il serbo in pratica non giocava da una settimana: dopo l’esordio nella prima giornata del torneo contro il polacco Janowicz, c’è stato il ritiro al secondo turno del ceco Vesely, che non è neppure sceso in campo, e il forfait dopo appena sei giochi di Youzhny al terzo. Djokovic finalmente è tornato in campo ed ha travolto il 21enne britannico Kyle Edmund, che non è Murray ma aveva impressionato per la naturalezza con cui ha messo ko il gigante a stelle e strisce Isner. Troppo tenero, però, per il numero uno del mondo: 62 61 64.

QUARTI DI FINALE MASCHILI

Djokovic-Tsonga

Pouille-Monfils

QUARTI DI FINALE FEMMINILI

Wozniaki-Sevastova

Vinci-Kerber