NEW YORK (Stati Uniti) – Sarà Djokovic-Nadal, come previsto, la finalissima maschile degli US Open 2013, ma dopo due semifinali dall’esito inaspettato, visto che lo svizzero Wawrinka è andato vicinissimo al colpaccio sul serbo, mentre lo spagnolo non ha lasciato spazio al talentuoso Gasquet e probabilmente le attese della vigilia erano per due sfide dall’andamento… opposto! Sarà la 37esima partita tra Djokovic e Nadal: lo spagnolo conduce 21-15 e ha vinto gli ultimi due incontri, in semifinale al Roland Garros e a Montreal nel 2013. L’ultimo successo del serbo sempre quest’anno a Montecarlo in finale.

Rafa Nadal ha dunque rispettato il pronostico battendo, anzi dominando, Richard Gasquet: 6-4, 7-6 (1), 6-2. Non si ferma dunque la striscia positiva del mancino spagnolo, che nel 2013 è imbattuto sul cemento: vittorie a Indian Wells, Montreal e Cincinnati, quindi la finale agli US Open, la terza in un torneo che ha vinto “solo” una volta, nel 2010. Dovesse vincere lo Slam newyorkese eguaglierebbe Pat Rafter e Andy Roddick, capaci di trionfare nella stessa stagione in Canada, a Cincinnati e agli US Open rispettivamente nel 1998 e nel 2003. Nulla ha potuto il rovescio più bello del circuito, giocato a una mano da Gasquet, contro la maggior consistenza e potenza di Nadal, da quest’anno implacabile sul cemento come sulla sua amata terra rossa. Il francese ha sempre rincorso, è sempre stato in affanno. Dopo la semifinale del 2007 a Wimbledon, in cui aveva illuso i suoi innumerevoli tifosi, Richard si era trovato di fronte a un muro invisibile. Quello degli ottavi di finale Slam, superati in quell’occasione per la prima volta e poi mai più fino a due giorni fa. Nella sua seconda semifinale in uno Slam il 27enne di Beziers, ex enfant prodige del tennis mondiale, non poteva trovare avversario peggiore.

E Nole? Che recupero! Nella prima semifinale gli svizzeri presenti a New York per quattro ore buone si sono stropicciati gli occhi: lo “svizzero di riserva”, in contumacia Federer, Stanislas Wawrinka, costretto da sempre a vivere all’ombra del più famoso e vincente connazionale, ha davvero sfiorato la finale agli US Open: dopo aver fatto un solo boccone di Andy Murray nei quarti (6-4, 6-3, 6-2), il 28enne di Losanna ha costretto al quinto set, spaventandolo, il numero uno Novak Djokovic. Il serbo si è imposto con il punteggio di 2-6, 7-6 (4), 3-6, 6-3, 6-4, in quattro ore e nove minuti. Non è la prima volta che Nole soffre contro lo svizzero. Wawrinka era già stato a un passo dal batterlo nel gennaio scorso, quando negli ottavi degli Australian Open si arrese 12-10 dopo un match fantastico. Anche a Melbourne, in una caldissima serata dell’estate australe, era stato avanti due set a uno e aveva ceduto il quarto solo al tie break. Lo stesso nel 2006, in Coppa Davis: era avanti di un set prima di cedere sempre al quinto.
I 23mila dell’Arthur Ashe Stadium sono letteralmente esplosi nel quinto e decisivo set, quando Wawrinka ha tenuto il turno di servizio dopo aver annullato cinque palle break: un game durato 21 minuti. Alla fine ha prevalso la maggior tenuta nervosa del numero uno del mondo: break al sesto game, 4-2 e poi 6-4 tra la standing ovation del pubblico. Per entrambi, ovviamente.