Il sogno americano di Paolo Lorenzi sbatte contro Kevin Anderson. Sul cemento di Flushing Meadows, il 35enne senese si arrende negli ottavi al sudafricano col punteggio di 6-4 6-3 6-7(4) 6-4, in due ore e 57 minuti di gioco.

Lorenzi in apnea, prova a risalire, ma cede di schianto

Devastante il servizio di Anderson, attorno al quale costruisce la sua vittoria (ben 18 gli ace). Nei primi due set il portacolori italiano non riesce ad andare oltre ad alcuni quindici, per un ingiurioso computo finale di 52-6. Poi trova, almeno in parte delle contromisure, quando il giocatore di Johannesburg cala nelle percentuali di prime palle. Il match si prolunga così fino al quarto parziale e lì Lorenzi crolla, nel sesto game, e cede le armi.

Lorenzi: “Peccato per i servizi negli ultimi due game”

Ho cominciato a leggere meglio il suo servizio spiega il davisman azzurro – e ho iniziato a rispondere, cosa che non mi era riuscita nei primi due set, e a farlo scambiare di più da fondo campo. Così mi sono creato qualche chance. Io mi sentivo bene fisicamente, se qualcosa posso rimproverarmi è di non aver servito bene negli ultimi due game, quando per due volte mi sono ritrovato 0-40. La prima l’ho recuperata, la seconda è andata male. Avrei dovuto cercare qualche punto facile in più con la battuta. Però ci ho provato fino all’ultima palla, anche quando ero sotto nel punteggio”. Con i punti raccolti agli US Open, Lorenzi sale alla 37esima posizione della classifica ATP, a meno 4 dal suo best ranking. È il giocatore più anziano dell’era open ad aver raggiunto per la prima volta in carriera gli ottavi di finale di uno Slam. Fase raggiunta in passato dai connazionali Adriano Panatta, Corrado Barazzutti, Gianluca Pozzi, Davide Sanguinetti e Fabio Fognini. Il miglior risultato di un tennista italiano agli US Open è quello ottenuto da Barazzutti (allora si giocava ancora a Forest Hills) nel 1977, quando l’attuale capitano azzurro di Coppa Davis raggiunse le semifinali e fu battuto da Jimmy Connors.