La rivoluzione in una notte. Tutto in una notte. Serena cede lo scettro, Karolina conquista la sua prima finale in un Major, Angelique diventa la nuova regina del tennis mondiale. A New York si è (probabilmente) conclusa l’era Williams. Saranno infatti Karolina Pliskova e Angelique Kerber a contendersi sabato il titolo femminile (e il montepremi) degli Us Open, ultimo Slam stagionale in corso sul cemento di Flushing Meadows. In semifinale la ceca, 14esima testa di serie, ha sconfitto per 6-2, 7-6(5) la numero uno del mondo Serena Wiliams mentre la tedesca, seconda testa di serie, ha regolato per 6-4, 6-3 la danese Caroline Wozniacki. Con il ko di Serena da lunedì sarà Angelique Kerber la nuova regina del tennis femminile (la 22esima dall’introduzione, nel 1975, del ranking computerizzato), prima tedesca dai tempi di Steffi Graf (1997).

PRESSIONE

L’anno scorso la pressione – enorme – di un possibile Grande Slam. Stavolta il peso della corona del tennis mondiale. Altra semifinale amarissima per Serena Williams a New York: in una notte la statunitense saluta il torneo dove ha trionfato ben sei volte (1999, 2002, 2008, 2012, 2013 e 2014) e saluta anche la prima poltrona mondiale dopo 186 settimane di fila. Forse la stanchezza del match vinto contro la Halep nei quarti meno di ventiquatt’ore prima, forse il ginocchio sinistro un po’ dolorante e forse pure una Pliskova quanto mai concreta. Incredibile ma vero: mai la ceca aveva giocato una semifinale Slam (a dirla tutta non era mai andata oltre il terzo turno: Australian Open 2015 e 2016, Us Open 2014) mentre per Serena era la 33esima ….

LA PRIMA DA “REGINA”

Quando Angelique Kerber scende in campo per la sua semifinale contro Caroline Wozniacki sa già di essere la nuova numero uno del mondo. Ma non le basta. Vuole dimostrare di meritarselo lo scettro. Sia per la tedesca che per la danese New York è un posto speciale. Proprio a Flushing Meadows, nel 2011, da numero 92 del ranking mondiale, la Kerber arrivò in semifinale superando nei quarti Flavia Pennetta prima di arrendersi alla futura vincitrice del torneo Sam Stosur. Quello fu solo l’inizio di una nuova fase della carriera per la tedesca. Due anni prima era toccato alla Wozniacki mettersi in mostra nella Grande Mela raggiungendo, a 19 anni appena compiuti, la sua prima finale Slam, stoppata poi sul più bello dalla rientrante Kim Clijsters. E quest’anno sta portando fortuna alla danese: l’ex number one, scesa al numero 74 del ranking Wta a causa di una stagione travagliata (a cominciare dall’infortunio al piede), alla vigilia del torneo pare che stesse sfogliando la margherita per decidere se smettere con il tennis o continuare, almeno a prestare ascolto alle dichiarazioni di papà Piotr. POi però è arrivata in semifinale vincendo cinque partite di fila guarda caso proprio nel Major dove ha giocato le sue due uniche finali Slam (2009 e 2013) e dove per l’ultima volta aveva raggiunto i quarti, due anni fa. Tra Angie e Caro è la tredicesima sfida (la 28enne mancina di Brema è avanti per 7-5) ma è la prima in un Major. Kerber ingiocabile per il primo quarto d’ora: un 4-0 che metterebbe al tappeto chiunque. Non la Wozniacki però, che prova a reagire infilando tre giochi di fila e recuperando uno dei due break: il primo parziale finisce comunque nella mani della tedesca (64). Nella seconda frazione il copione non cambia: Angelique vola 5-1, Caroline prova a reagire (5-3) ma la Kerber chiude 64 con un diritto giudicato buon da giudici di linea ed avversaria (che invece è fuori!). Questa è proprio la serata di Angelique che centra per la terza volta in carriera – e quest’anno – l’ultimo atto in uno Slam e diventa la prima tedesca in finale a New York dai tempi della Graf (1996). 

UN SOGNO DIVENTATO REALTA’

Questa volta è accaduto sul serio. Il sogno di Angie di riuscire a strappare lo scettro mondiale a Serena Williams, regina da 186 settimane di fila (record condiviso con Steffi Graf: la Williams era in vetta alla classifica dal 18 febbraio 2013), è diventato realtà. La 28enne di Brema aveva già messo la freccia per il sorpasso qualificandosi per le semifinale, obbligando così la statunitense a raggiungere almeno la finale per restare in corsa. Ed invece ecco che Carolina Pliskova, che a Cincinnati aveva negato la gioia dello scettro alla Kerber battendola in finale, fa alla tedesca il “regalo” più bello. In questa stagione Angelique ha vinto Australian Open (primo Slam in carriera, battendo Serena) e Stoccarda (dove ha bissato il titolo del 2015) ed è stata finalista a Brisbane (battuta da Azarenka), Wimbledon (sconfitta da Serena), Giochi Olimpici di Rio (un ko inatteso e doloroso contro la portoricana Monica Puig) e Cincinnati (stoppata dalla Pliskova). Cresciuta nel mito di Steffi Graf ora Angie è diventata la prima tedesca a salire sul trono mondiale proprio dai tempi della fuoriclasse di Mannheim (marzo 1997). Con i suoi 28 anni la Kerber è la giocatrice più “anziana” a diventare numero uno (da quando nel 1975 è stato introdotto il computer ranking), superando Jennifer Capriati, diventata regina a 25 anni nell’ottobre del 2001. 

RISULTATI SEMIFINALI -

(14) Kar.Pliskova (CZE) b. (1) S.Williams (USA) 62 76(5), (2) Kerber (GER) b. Wozniacki (DEN) 64 63.