Stop per Fognini, avanti Lorenzi e oggi tocca a Roberta Vinci, a caccia degli ottavi di finale. La pugliese, unica azzurra in corsa nel singolare femminile, torna in campo per il terzo turno degli Us Open, ultimo Slam stagionale in corso sul cemento di Flushing Meadows, a New York. La 33enne tarantina, numero 8 Wta e settima favorita del seeding, apre il programma sul Louis Armstrong Stadium dalle 17 italiane affrontando la tedesca Carina Witthoeft, numero 102 del ranking mondiale.Tra l’azzurra e la 21enne di Amburgo, mai così avanti agli Us Open, non ci sono precedenti.

EROICO

Per la prima volta al terzo turno di un torneo dello Slam in cui ora vanta un bilancio di 4 vittorie in 23 incontri. Una prima volta a 34 anni per Paolo Lorenzi, che non finisce di stupire: più forte dell’avversario e dei crampi. Il senese, numero 40 Atp, ha superato agli US Open in cinque set il francese Gilles Simon, testa di serie numero 30, contro il quale aveva perso l’unico precedente nel 2013 a Indian Wells. Fuori al secondo turno invece Fabio Fognini e Alessandro Giannessi. Lorenzi si è imposto con il punteggio di 3-6, 6-2, 6-2, 6-7 (1), 7-6 (3) in quattro ore e 54 minuti. Dopo aver subito una severa lezione nel primo parziale e sotto di un break nel secondo (1-2), Paolo ha pian piano preso le misure al rivale giocando con maggior convinzione e soprattutto con la giusta aggressività. Bravo Lorenzi anche a sfruttare qualche incertezza del francese al servizio (7 doppi falli). Il senese avrebbe potuto chiudere in quattro set: nel quarto parziale ha avuto la palla del 5-2, ma si è disunito (“colpa anche dei crampi alla gamba sinistra, a quella destra e anche alla mano”, ha ammesso Paolo a fine match) e Simon ha rimontato facendo suo nettamente il tie break nel quale ha concesso solo un punto all’azzurro. Sembrava tutto maledettamente complicato. Invece l’orgoglio di Lorenzi ha avuto la meglio sul francese: l’azzurro ha tenuto duro e sul 5-4 ha sprecato due match point, il primo con un doppio fallo, il secondo spedendo largo un diritto. Tutto rimandato al tie break, vinto nettamente 7-3 al termine di una maratona di quasi cinque ore. “Una grande soddisfazione – ha sottolineato il senese – era uno degli aspetti su cui ho molto lavorato, ma i risultati negli Slam non arrivavano. Ora eccomi qui al terzo turno, ma durante il quinto set mi veniva da piangere per quanto ero stanco”. Grazie ai punti del terzo turno Lorenzi fa già segnare il suo best ranking: al momento è salito in 35esima posizione (è anche il numero uno d’Italia). Sabato lo attende una sfida sulla carta impossibile: di fronte ci sarà Andy Murray, favorito numero due e reduce dai trionfi a Wimbledon e alle Olimpiadi di Rio. “E’ ovviamente favorito, ma comunque partiamo da zero a zero. Certo se gioca al suo livello è durissima”, ha detto Paolo. Ci sono due precedenti tra il senese e lo scozzese, molto lontani e vinti entrambi dal britannico. Il primo nel 2005, quando Murray si impose al secondo turno delle qualificazioni proprio agli US Open, il secondo nel 2006 ad Adelaide.

FOGNINI CHE PECCATO

“Voglio batterlo almeno una volta prima che si ritiri”, aveva detto Fabio alla vigilia della sfida con lo spagnolo David Ferrer, numero 13 Atp e 11 del seeding: il 34enne di Valencia conduceva con un eloquente 9-0 nei confronti diretti con il 29enne di Arma di Taggia, l’ultimo dei quali disputato nei quarti del torneo indoor di Vienna 2015. Stavolta il ligure ci è andato vicino ma non è bastato. Ferrer ha vinto in cinque set; 6-,0 4-6, 5-7, 6-1, 6-4 dopo tre ore e 25 minuti quando a New York era ormai l’una di notte. E’ stata una sfida altalenante, in cui i due contendenti hanno dominato a turno. Decisivo il break sul 3-3 dello spagnolo, che poi ha chiuso 6-4 annullando una palla break che avrebbe rimesso in corsa l’azzurro. “Sono incavolato perché questa partita avrei potuto vincerla – ha ammesso – ma ho giocato bene e questo conta molto in vista del finale di una stagione difficile, in cui ho avuto delle pause a causa di problemi fisici”. Il ligure, attualmente numero 38 del ranking mondiale (ma scenderà al numero 43), era alla sua nona partecipazione allo Slam della Grande Mela, dove l’anno scorso ha raggiunto gli ottavi eliminando anche Nadal.

GIANNESSI DA APPLAUSI

Dopo aver pagato dazio nel primo set, il 26enne mancino di La Spezia, numero 243 mondiale, che per la prima volta aveva superato le qualificazioni battendo poi al primo turno del main draw l’americano Kudla, ha giocato alla pari con Stan Wawrinka, numero tre del mondo. Lo svizzero si è imposto con il punteggio di 6-1, 7-6 (4), 7-5. Alessandro saluta il torno a testa altissima e dopo aver avuto le sue occasioni anche contro Wawrinka, che in carriera vanta due titoli Slam agli Australian Open e al Roland Garros. Nel secondo parziale Giannessi è stato avanti di un break e sul 5-3 ha sprecato un set point, poi nel terzo sul 4-4 è stato 40-0 con l’avversario alla battuta. Il tennista di Losanna si è però salvato da campione mettendo a segno una serie di cinque prime vincenti. L’epilogo sul 6-5 per lo svizzero, che ha strappato il servizio all’azzurro chiudendo il match dopo due ore e 28 minuti. Resta il grandissimo torneo di Giannessi, che grazie ai punti conquistati a New York rientrerà nei primi 200 e potrà puntare al suo best ranking: nel 2012, a soli 21 anni, era salito fino in 126esima posizione. “La partita l’avevo preparata nel modo giusto – sottolinea il ligure – ho saputo gestire l’emozione di giocare in un campo prestigioso come il Louis Armstrong e davanti a tanta gente. Oltretutto ci si è messa anche la pioggia ad allungare i tempi di attesa. C’è il rammarico per quel set point e per quello 0-40 al suo turno di battuta nel terzo parziale. Però lui lì è stato bravo e tirare cinque prime di fila… Mi resta la convinzione di potermi misurare ad alti livelli. E’ stata un’esperienza fantastica di cui farò tesoro”.