Non sbaglia un colpo, o quasi. Quando conta di più. Stan Wawrinka si conferma l’uomo delle finali, vincendo l’undicesima consecutiva. Dopo l’Australian Open 2014 e il Roland Garros 2015 il tennista svizzero, numero 3 del ranking mondiale e del tabellone, aggiunge un’altra perla preziosa alla sua collana di successi: al suo primo tentativo centra il titolo degli Us Open, quarto e ultimo Major stagionale, superando 6-7(1), 6-4, 7-5, 6-3 Novak Djokovic, numero 1 del mondo e campione uscente, in tre ore e 55 minuti di un confronto altalenante, a tratti spettacolare e comunque sempre molto intenso, capace di appassionare i 23mila dell’Arthur Ashe Stadium. E come nei precedenti trionfi a Melbourne (Nadal) e Parigi (Djokovic) anche a New York nel match clou il 31enne di Losanna s’impone sul numero uno della classifica.

CARRIERA

Si tratta del terzo titolo Major conquistato su altrettante finali giocate per “Stanimal”, che ha eguagliato così Andy Murray come numero di Slam conquistati. Con il suoi 31 anni e 5 mesi il giocatore di Losanna è il vincitore più “anziano” degli Us Open dai tempi di Ken Rosewall (1970) ed entra a far parte del club dei cinque campioni capaci di vincere almeno due Slam dopo i trent’anni. Un crescendo rossiniano, quello del rossocrociato, che ha dovuto sventare un match point al terzo punto per piegare al quinto il britannico Daniel Evans, ma poi ha macinato avversari su avversari, compresi Juan Martin Del Potro nei quarti e Kei Nishikori in semifinale. Non riesce invece a calare il tris vincente a Flushing Meadows il 29enne serbo, in quella che era la sua 21esima finale Slam (la settima in questo torneo), fallendo così il bis di successi consecutivi (impresa riuscita solo a cinque fin qui, l’ultimo in ordine di tempo Roger Federer nelle edizioni 2007 e 2008) e soprattutto il terzo centro stagionale nelle prove dello Slam dopo le affermazioni in Australia e al Roland Garros, la prima per lui, che gli ha consentito di mettere in bacheca il dodicesimo Major. Nole ha pagato una condizione fisica tutt’altro che ottimale messa alla prova nel primo match davvero duro di un torneo dove nei turni precedenti aveva giocato davvero poco. Impietosi i numeri del numero uno del mondo a fine partita: 46 errori gratuiti e solo 3 palle-break sfruttate su 17.

WAWRINKA PARTE CONTRATTO

L’avvio di Wawrinka è un po’ impacciato, tanto da cedere subito la battuta nel secondo game pur essendo andato 40-15, vedendo scappare l’avversario sul 3-0. Djokovic molto sicuro al servizio mantiene il vantaggio (4-1), procurandosi pure una chance per il 5-1, cancellata dall’elvetico, che nel turno successivo deve annullare persino due set point prima di portarsi sul 3-5. E il discorso, improvvisamente, si riapre con il doppio fallo del serbo che vale il contro-break al giocatore di Losanna. Si va dunque al tie-break, dove sul 2-0 Nole il rossocrociato fa suo un super scambio nel terzo punto (1-2) ma poi non raccoglie più nulla, commettendo alcuni errori gravi così da incassare il 7-1 che assegna il set al numero uno del mondo dopo 58 minuti. Il primo passaggio a vuoto del secondo set è di Djokovic, che complici anche due doppi falli cede la battuta trovandosi sotto 3-1. E non gli basta nel game seguente andare 0-40 perché ‘Stan the Man’ cancella le tre palle per il contro-break e si issa 4-1. Nole però ritrova solidità e si riporta in scia (3-4) reggendo la potenza dei colpi dello svizzero, che aggancia con un turno di battuta vinto a zero. Però Wawrinka alza di nuovo il livello e il numero 1 del mondo, quando va a servire sul 4-5, accusa la pressione sbagliando qualcosa di troppo e perdendo il set (Nole sfoga la rabbia spaccando la racchetta). Nel gioco di apertura della terza frazione sono tre le palle break sventate dall’allievo di Magnus Norman, che subito dopo approfitta di un’avventata discesa a rete del rivale per togliergli il servizio e allungare sul 2-0. Stan tiene il vantaggio annullando ancora palle break (3-0), ma il numero uno del mondo si risveglia e lo riaggancia sul 3-3. Con grande fatica (ci vogliono 12 punti) Wawrinka sale 5-4, Djokovic risponde per il 5-5, ma poi dopo aver mancato una palla per andare al tie-break cede il servizio al dodicesimo game per il 7-5 dell’elvetico quando sono passate appena le tre ore di gioco. E in apertura del quarto ecco un altro break (2-0), propiziato da tre errori di dritto del serbo che appare non al meglio fisicamente. In qualche modo il 29enne di Belgrado accorcia sul 3-1, salvando due palle break, e chiede l’intervento del fisioterapista (per un taglio al pollice del piede destro) scatenando le ire di Wawrinka per questa interruzione imprevista. Stan annulla due pericolose chance di contro-break (la prima cancellata con un dritto, l’altra con una risposta errata del rivale) e si porta 4-1, che diventa 5-2 dopo due rapidi giochi vinti da chi è alla battuta. Al cambio campo secondo medical time out per il campione di Belgrado, che rapidamente accorcia sul 3-5, tuttavia il braccio dello svizzero non trema e quando Nole, dopo aver annullato un primo match point, mette lungo un rovescio può alzare le mani al cielo, con un senso di liberazione: nell’albo d’oro di questo torneo adesso c’è anche il suo nome.