E’ l’unica azzurra rimasta in corsa finora a Flushing Meadows e sta giocando bene, nonostante qualche problema di troppo a un tendine. Roberta Vinci è al terzo turno degli Us Open, ultimo Slam stagionale in corso sul cemento di Flushing Meadows, a New York. La 33enne tarantina, numero 8 Wta e settima favorita del seeding, nel match che apre il programma sul “Louis Armstrong Stadium” ha sconfitto per 6-1, 6-3, nettamente, la statunitense Christina McHale, numero 55 Wta, confermando l’esito dei due precedenti disputati contro la 24enne di Teaneck.

CRONACA

Roberta comincia con due ace tenendo a zero la battuta. E’ determinata e desiderosa di fare alla svelta, anche per non affaticare il tendine: al quarto gioco strappa la battuta all’americana e poi allunga sul 4-1. Una Vinci “versione 2015″ brekka ancora la McHale nel sesto gioco e poco dopo archivia per 6-1 un primo set praticamente perfetto. Nella seconda frazione la 24enne di Teaneck, che agli Us Open è arrivata per due volte al terzo turno (nel 2011 e nel 2013), prova a fare qualcosa di più, approfittando della circostanza di essere la prima a servire. Nel sesto game, complice una percentuale di prime di servizio calata notevolmente, Roberta offre la prima palla-break dell’incontro, ma la McHale spedisce fuori il rovescio e poco dopo è 3 pari, con l’azzurra che prima col rovescio tagliato scava letteralmente la palla dal cemento del “Louis Armostrong Stadium” e poi serve una “seconda” velenosa. Nel settimo gioco la pugliese gioca un paio di colpi “da paura” e alla seconda opportunità strappa il servizio all’americana salendo 4-3. Sottolineando il tutto con un urlo di battaglia. E due game più tardi con un dritto da paura la pugliese archivia il match. Prossima avversaria per lei la vincente del match tra la kazaka Yulia Puntintseva, numero 42 Wta, e la tedesca Carina Withoeff, numero 102 Wta.

PAROLA A ROBERTA

Nel secondo set lei ha giocato meglio: è un’avversaria difficile, ha un gran diritto e un gran servizio – ha commentato a caldo la Vinci -. L’anno scorso qui ho vissuto uno dei momenti più belli della mia vita: diciamo che mi piacerebbe ripetermi …. Vediamo come andrà, un passo alla volta“. L’aria di New York evidentemente fa bene a Roberta, tornata a Flushing Meadows dopo l’exploit di dodici mesi fa quando sorprese il mondo stoppando in semifinale super Serena a due passi dal sogno Grand Slam prima di arrendersi nella prima finale Major tricolore della storia all’amica/rivale Flavia Pennetta (ma Roberta nello Slam a stelle e strisce vanta anche i quarti nel 2012 e nel 2013).