Soffrendo fisicamente, ma mettendoci il cuore oltre alla grande tecnica. Per la quarta volta in carriera Roberta Vinci è nei quarti di finale degli Us Open, ultimo Slam stagionale in corso sul cemento di Flushing Meadows a New York. Negli ottavi, ancora sul Louis Armstrong Stadium, la 33enne tarantina, numero 8 Wta e settima favorita del seeding, ha sconfitto per 7-6(5), 6-2, in un’ora e 38 minuti di partita, l’ucraina Lesia Tsurenko, numero 99 Wta.

PARTITA

Roberta parte un po’ contratta, ma si scioglie subito e piazza il break già al terzo gioco. Nel quinto game la Vinci potrebbe andare avanti di due break ma non sfrutta ben tre chance. E neanche a farlo apposta nel gioco successivo è la Tsurenko ad avere tre possibilità di contro-break, le prime della partita e tutte insieme. Roberta si tira fuori dalla buca, ne salva anche una quarta ma la quinta è quella buona per il riaggancio da parte dell’ucraina che di slancio passa poi a condurre per 4-3. Si lotta punto a punto, ed è una gara a chi sbaglia meno. La pugliese, visibilmente affaticata (e con qualche problema fisico), si complica un po’ la vita anche nel decimo gioco quando dal 40-0 è costretta a ricorrere ai vantaggi per difendere il turno di servizio. Il set si decide al tie-break: se lo aggiudica di grinta Roberta per 7 punti a 5 e poi si lascia andare a un urlo liberatorio. In avvio di seconda frazione, però, la Vinci è di nuovo nei guai con l’ucraina che le strappa la battuta, ma Roberta rimedia immediatamente contro un’avversaria che, a giudicare dal ginocchio destro vistosamente “ingabbiato”, non è che sia al massimo fisicamente nemmeno lei. Il servizio dell’azzurra ricomincia a funzionare e Roberta ne approfitta per allungare sul 4-1 prima di archiviare l’incontro 6-2. Nei quarti l’azzurra attende la vincente della sfida – in programma nella notte italiana – tra la ceca Petra Kvitova, numero 16 Wta e 14esima testa di serie, e la tedesca Angelique Kerber, numero due del ranking mondiale e seconda favorita del seeding, che a Flushing Meadows punta allo scettro mondiale di Serena.

PAROLA A ROBERTA

“Sapevo che era fondamentale vincere il primo set” – ha commentato a caldo una Roberta di nuovo sorridente -. E’ stato un match duro, molto fisico: due set tirati e alla fine eravamo un po’ provate tutte e due. Comunque è un’altra partita portata a casa e sono felice di essere ancora nel torneo. Quale campo preferisco? Non saprei scegliere tra Ashe ed Armstrong: vincere è bello su tutti e due”. Poi le chiedono se a 33 anni non sia per caso stanca della vita nel circuito: La stanchezza c’è. Ho una certa età ma in campo non voglio mai perdere: do sempre l’anima anche quando non sono a posto fisicamente”. A New York la Vinci, che oltre alla finale di un anno fa vanta anche i quarti del 2012 e del 2013, ha battuto nell’ordine la tedesca Friedsam, la statunitense McHale e l’altra tedesca Witthoeft, cedendo solo un set a quest’ultima. Contro l’ucraina Tsurenko di nuovo una vittoria in due set. Roberta in questi giorni si sta allenando il minimo sindacale per preservare il tendine d’Achille della gamba sinistra che le dà ancora qualche problema. Ma il carattere e la voglia di fare un’altra volta bene a Flushing Meadows stanno facendo la differenza.