Settima vittoria per 1-0 in dodici giornate complessive di campionato da parte dell’Inter che in orario prandiale espugna l’Olimpico di Torino con la prima segnatura di Kondogbia in Serie A generata da un piazzato al 31′ del primo tempo. Sale dunque a sei il numero di gare senza vittorie per i granata che dopo aver perso il derby della Mole contro la Juventus nell’ultima giornata, perdono anche il confronto con la capolista, che in attesa del risultato della Fiorentina a Genova, si conferma sempre più capolista.

Ci si attendeva un assetto largamente offensivo da parte di Mancini, con un’Inter determinata e pronta a conquistare i tre punti in maniera autoritaria anche in un campo difficile come l’Olimpico di Torino. Alla fine la vittoria giunge ugualmente ma, dopo il big match contro la Roma, ancora grazie a un preciso disegno strategico ma soprattutto tanta concretezza e solidità e di nuovo un super Handanovic tra i pali.

A sorpresa infatti Mancini rinuncia a una configurazione a trazione anteriore e sceglie di mettersi “a specchio” contro un Toro notoriamente coriaceo a centrocampo. Un ritorno dunque alla difesa a tre, dalla gara interna contro la Fiorentina che non ebbe gran successo, anzi, per privilegiare la densità a centrocampo e combattere, almeno in mediana, alla pari col Torino e poi sfruttare la grande qualità di Icardi e Palacio, tornato titolare per far riposare i pluri-utilizzati Perisic e Jovetic.

Forse il Mancio ha temuto il centrocampo di Ventura e ha pensato di sorprendere il Torino con una maginot formata da Kondogbia e Felipe Melo alla mezzala (con quest’ultimo decisamente fuori ruolo) e Medel davanti alla difesa per poi sfruttare a proprio vantaggio la miglior arma dei granata, ovvero la ripartenza. Per questo l’impiego di Nagatomo e D’Ambrosio è stato ancora una volta giustificato nel tentativo, tutto sommato riuscito, di arginare le avanzate di Bruno Peres e Molinaro.

Ne è scaturita una partita fisica e tutt’altro che spettacolare con rare occasioni da gol e tanto agonismo. Probabilmente sono queste le modalità attraverso le quali l’Inter tutto muscoli e pragmatismo di quest’anno cercherà di direzionare il proprio gioco, sempre poco fluido, specialmente quando mancano giocatori a fungere da raccordo tra centrocampo e attacco, ma concreto ed efficace.

Dopo aver trovato il vantaggio con Kondogbia, molto positivo nella prima frazione di gioco, subito dopo la traversa colta dall’ex Benassi, l’Inter si è un po’ chiusa lasciando spesso l’iniziativa al Torino che però non ha mai trovato sbocchi proprio in virtù della mirabile solidità difensiva dei nerazzurri che concedono poco o nulla negli ultimi 16 metri (match ancora una volta gladiatorio da parte di Miranda, ma bene anche Murillo e Juan Jesus) e a far fronte a quelle poche concessioni c’è comunque sempre Handanovic, che evita il pari in più occasioni ma soprattutto su doppia chance ravvicinata di Quagliarella e Belotti a inizio ripresa.