Fatica più del previsto la Roma, oggi senza Pjanic infortunatosi nel match di qualificazione agli Europei con la Bosnia, ad avere la meglio sul Frosinone nell’anticipo della terza giornata di Serie A in quello che è in tutto e per tutto il primo derby della massima serie tra le due squadre laziali, ma alla fine i giallorossi portano via tre punti davvero pesanti dal Matusa perché ora si trovano a 7 punti in classifica aspettando il risultato della Juventus, ferma ancora a zero, impegnata a Torino contro l’ottimo Chievo di Maran. Un 2-0 più sofferto dunque di quanto la rotondità dell’esito finale in realtà dica con la Roma che per lunghi tratti di gioco ha trovato non poche difficoltà nel creare gioco.

Alla caccia del suo trecentesimo gol in Serie A, capitan Totti non è riuscito nell’intento, ma la sua presenza dal primo minuto è stata tutto sommato positiva. Naturalmente non è più il giocatore di qualche anno fa ma giunto quasi alla soglia dei quaranta, avercene di giocatori così, ancora in grado di inventare, interdire, essere leader sempre. Con tutto il potenziale a disposizione della Roma, troppo spesso manca la cattiveria giusta ai giallorossi, ma oggi in campo c’era oggettivamente troppo divario qualitativo per non vincerla. Fondamentale quindi la rete del vantaggio siglata da Iago Falque con la complicità di Soddimo sul finire del primo tempo e davvero importante tatticamente il nuovo acquisto ex Genoa, in grado di rendersi utile oltre che nel ruolo di esterno d’attacco, anche in fase difensiva.

Applausi comunque per l’undici di Stellone per come ha saputo tenere il campo avendo di fronte una compagine nettamente superiore. Il Frosinone è una squadra compatta e solida che lavora in maniera egregia a centrocampo, lottando su ogni pallone e cercando di spezzare ab origine la manovra avversaria. Paga purtroppo alcune amnesie difensive. Non precisissima su numerose chiusure sia sul versante destro dove imperversavano Iago Falque e Digne sia a sinistra dove Florenzi da un certo punto in poi ha cominciato a fare la differenza. Con l’uscita del capitano, l’austriaco Gucher i leoni frusinati han perso molto, ma hanno comunque avuto il merito di contrastare la Roma nella mediana impedendogli per larga parte del secondo tempo di giocare. Poi sul finale ha dovuto cedere a un avversario tecnicamente più forte, con Iturbe (subentrato a Totti) che ha chiuso i giochi ancora una volta allo scadere del tempo.