Missione compiuta per l’ad Beppe Marotta che nel blitz a Madrid è riuscito nel giro di una sola giornata a chiudere la trattativa per il centravanti croato Mario Mandzukic dell’Atletico Madrid e della Croazia. In realtà la Juventus aveva cominciato a prendere contatti con società e giocatore già nella finestra invernale del mercato, giusto per sondare il terreno. Dopo aver intensificato il dialogo nelle scorse settimane (si dice che una prima bozza d’accordo era stata raggiunta prima del match di qualificazione per gli Europei di Francia 2016 tra la nazionale italiana e quella croata con Buffon che era andato a salutare il nuovo presumibile acquisto bianconero dopo la partita), la trattativa è andata via liscia come l’olio fino alla chiusura ieri in tarda serata. La Juventus verserà nelle casse dell’Atletico Madrid 15 milioni di euro più bonus (per un totale che dovrebbe aggirarsi intorno ai 18 milioni). Al giocatore andranno 3,5 milioni di euro a stagione e il contratto prevede una scadenza triennale con un’opzione per il quarto anno.

Si interrompe così, dopo solo un anno, l’avventura del 29enne Mandzukic con i Colchoneros di Diego Pablo Simeone. Pare che tra il Cholo e il croato il feeling non sia mai realmente sbocciato, anche se Mandzukic all’Atletico ha fruttato alla fine della giostra 20 gol nella stagione 2014-2015 (12 dei quali in Liga). Probabilmente un po’ pochi per i 22 milioni investiti dall’Atletico (il prezzo dell’acquisto dal Bayern Monaco) e per gli standard ai quali li avevano abituati Diego Costa (36 reti di cui 27 in Liga nella stagione 2013-2014) e Radamel Falcao (34 gol di cui 28 in campionato nella stagione 2012-2013).

Mandzukic ha fatto inizialmente difficoltà ad adeguarsi al 4-4-2 di Simeone ma le 20 marcature testimoniano, se mai ce ne fosse bisogno, della sua notevole duttilità nel comparto offensivo. Non per nulla nel suo biglietto da visita c’è scritto “attaccante moderno”, a significare che Mandzukic è quella tipologia di centravanti che piace molto ai grandi allenatori come Jupp Heynkes (col quale ha vinto il triplete al Bayern) abituati a schierare un attaccante che è anche il primo difensore in fase di non possesso, di quelli che si sacrificano per il collettivo e fanno giocare bene la squadra. Proprio il giocatore ideale per sostituire Fernendo Llorente (e non ovviamente Tevez) nello scacchiere di Allegri, il giocatore che può garantire schemi e moduli alternativi all’attacco della Juventus e, soprattutto, gol.