L’ultimo evento UFC del 2016 ha regalato tantissime emozioni. Il sogno di vedere la seconda vittoria di Marvin Vettori in UFC è svanito dopo una prestazione più che convincente dell’italiano. Vettori ha spinto tantissimo, aggiudicandosi nettamente il secondo round dove è andato vicinissimo a finalizzare il brasiliano Carlos Junior. In generale Vettori è apparso più reattivo del suo avversario e più determinato nel cercare la conclusione del match prima del limite. Carlos Junior a nostro avviso non ha fatto nulla per meritare questa vittoria ottenutoi solo affidandosi ai cartellini dei giudici, limitandosi ad amministrare il match e subendo peraltro tantissimo nel secondo round. Vettori dovrà comunque far tesoro di questa sconfitta immeritata per lavorare ancor di più sul suo cardio e la sua tenuta fisica che sono sembrato gli unici punti deboli evidenti del fighter italiano. Vettori non deve mollare, può farci vedere ancora dei grandissimi match.

Nei due match principali della main card invece abbiamo assistito a due upset, ma è l’exploit di Cody “No Love” Garbrandt ad essere totalmente inaspettato. Il giovane di appena 25 anni è apparso in totale controllo del match contro il più tecnico e più anziano Dominick Cruz. A nulla è valso il footwork e la non ortodossia del campione pesi gallo che contro No Love è apparso appannato e incapace di mettere in seria difficoltà lo sfidante. Garbrandt al contrario ha mostrato una maturità e una tecnica che non si erano mai viste nei suoi precedenti match. Finora si era visto un Cody Garbrandt dotato di un knockout power devastante, ma non così tecnico. La differenze maggiore a nostro avviso l’ha fatta l’approccio psicologico, Garbrandt prima e durante il match ha messo in atto una guerra psicologica a cui solo Conor McGregor ci aveva abituati. E Cruz ha pagato il prezzo della mind war di No Love. A soli 25 anni Garbrandt è sul tetto del mondo nei pesi gallo e chissà che non ci resti molto a lungo visto quanto ha saputo fare.

Altra grossa sorpresa nel main event dove Ronda Rousey è stata annichilita da Amanda Nunes in soli 48 secondi del primo round. UFC aveva sbandierato il ritorno di Ronda Rousey, pronta a riprendersi la cintura dopo più di un anno di assenza dall’ottagono. Ma così non è stato. La Rousey è apparsa spenta da subito, subendo lo striking della campionessa Nunes senza opporre alcuna resistenza: nessun movimento di testa e busto per schivare i colpi della rivale, guardia inefficace, occhi rassegnati. Rowdy insomma ha dimostrato di non essersi più ripresa dalla devastante sconfitta patita contro Holly Holm nel novembre del 2015 ed è stata finita con un TKO che non ammette scuse. Adesso per Ronda è davvero arrivato il momento di pensare al suo futuro, e dopo questa brutta sconfitta l’addio alle arti marziali miste della ex regina UFC appare davvero probabile.