Di nuovo guai fiscali nel presente dell’Udinese. Dopo le indagini del 1998, infatti, la Guardia di Finanza ha nuovamente aperto un fascicolo sulla situazione contabile della società friulana andandone a perquisire, ieri, gli uffici su mandato della Procura di Udine.

I sospetti riguardano alcune dichiarazioni fiscali fraudolente che Pozzo avrebbe fatto emettendo fatture false e che riguarderebbero anche la compravendita di alcuni giocatori. Inoltre nel registro della Procura sarebbe finito anche il meccanismo di controllo della società bianconera che vede in testa la Gesapar, una società lussemburghese che detiene la maggioranza delle azioni (il 98,3%, il restane 1,7% è diviso tra Gianpaolo Pozzo e il figlio) mentre i reali proprietari si nasconderebbero dietro ad altre due società panamensi socie  della Gesapar, la Global Service Overseas e la International Business Services. Da qui il sospetto che si tratti di società di comodo utilizzate allo scopo di evadere le tasse e applicare un regime fiscale vantaggioso.

Il presidente Pozzo intanto ha rassicurato i tifosi dell’Udinese dichiarando: “Sono attività di controllo e verifica fiscale, non è la prima volta che si verificano. Non è piacevole, ma collaboreremo con le autorità e gli organismi competenti per dimostrare la correttezza del nostro operato e chiarire eventuali addebiti che dovessero esserci mossi. Già in passato era successa una verifica simile, con un pagamento di 10 milioni effettuato, ed abbiamo attivato la procedura di rimborso dell’importo, poiché è stato accertato che non era stato commesso alcun reato. Siamo dunque fiduciosi che anche questa volta riusciremo a dimostrare di aver operato nel rispetto delle leggi”.