L’eliminazione dell’Inter in Coppa Italia per mano dell’Udinese fa piombare la squadra di Mazzarri in una cris: i bianconeri, grazie al gol di Maicosuel, hanno estromesso i nerazzurri nell’unica competizione in cui erano ancora in corsa (foto by InfoPhoto). Ora l’incubo di un 2014 senza scudetti né Coppe, lo ‘zeru tituli’ coniato da Mourinho, si materializza giorno dopo giorno. Le attenuanti della gara del Friuli, se così si possono chiamare, sono un rigore solare negato a Milito e un presunto gol-fantasma di Kovacic (che in precedenza aveva rischiato l’espulsione).

E pensare che negli ultimi anni la Coppa Italia era diventata il cavallo di battaglia della Beneamata, ora dopo oltre 11 anni esce agli ottavi (l’ultima volta a dicembre 2002 contro il Bari) facendo svanire l’ipotesi di un’affascinante derby nei quarti contro il Milan (QUI IL SUCCESSO NERAZZURRO NELL’ULTIMA STRACITTADINA). Dopo un primo tempo inguardabile, l’Inter reagisce con orgoglio e rabbia ma a parte la traversa di Kuzmanovic e un incursione di Guarin la porta friulana non corre mai pericoli.

Senza Coppa Italia, a otto punti dalla zona Champions e quattro lunghezze in meno rispetto alla tanto criticata Inter di Stramaccioni. Dopo aver rischiato di vincere contro la Juve a San Siro, i nerazzurri sono piombati in una mediocrità di gioco e di risultati che fa suonare più di un campanello d’allarme complice anche una campagna acquisti, finora, tutt’altro che esaltante tra cui spiccano gli eterni infortuni di Icardi, il ‘fantasma’ di Belfodil e un Taider solo a corrente alternata. Sotto accusa la gestione della società che ha permesso vacanze lunghe ai giocatori sudamericani e a Nagatomo (rientrati il 2 gennaio): le due sconfitte del 2014 e una condizione fisica non ottimale non sono certo un caso (QUI IL CALENDARIO COMPLETO DEI NERAZZURRI).

Mazzarri chiede pazienza ai tifosi sostenendo che il 2014 sarà un anno di transizione ma una mancata qualificazione in Europa, per il secondo anno consecutivo, sarebbe devastante per le casse della società: la patata bollente passa ora nelle mani di Thohir che auspica di disputare la finale di Champions League a San Siro del 2016. Per inseguire il sogno appare necessario un intervento sul mercato soprattutto per rinforzare un attacco che a inizio stagione veniva bollato come il più forte del campionato: il solo Palacio non può levare sempre le castagne dal fuoco e il ritrovato Milito, tornato titolare al Friuli dopo l’ultimo infortunio, non durerà in eterno. Per ora si parla più che altro di movimenti in uscita come Guarin verso il Chelsea mentre i nomi di Lamela e Lavezzi appartengono più alla sfera del fantamercato (QUI LE PRIME IDEE DEL MERCATO DI THOHIR). Il tycoon indonesiano è chiamato alla prima prova chiave per il futuro della sua Inter.

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