Goodbye and thank you. Giovanni Trapattoni non è più il ct dell’Irlanda, la Federazione di Dublino gli ha dato il ben servito dopo il doppio ko contro Svezia ed Austria, che hanno cancellato ogni speranza di qualificazione al Mondiale brasiliano. Il Trap se ne va dopo cinque anni intensi,  di vittorie e sconfitte, di inglese maccheronico, acqua santa e battute, ma anche di risultati. Sotto la sua gestione la piccola Irlanda ha giocato la fase finale dell’Europeo 2012, eliminata da Spagna e Italia, e ha sfiorato la qualificazione al Mondiale 2010, svanito per lo scippo della Francia, volata in Sudafrica grazie al gol di Gallas viziato dall’evidente fallo di mano di Henry.

Trap lascia senza rancore e con il sorriso sulle labbra, consapevole di aver dato e avuto tanto: “Voglio ringraziare tutti per il sostegno che ci è stato dato durante questo periodo e che ha sempre significato molto per noi. Lasciamo questo Paese con grande emozione, i tifosi irlandesi meritano la loro reputazione internazionale e hanno il nostro massimo rispetto“. L’addio di Trapattoni divide, ma c’è chi lo considera la scelta giusta per ripartire. La pensa così Michael O’Leary, leader della compagnia irlandese low cost Ryanair, che in occasione della presentazione del nuovo accordo con l’aeroporto di Bologna ha dichiarato: “Noi ci impegniamo a far crescere gli aeroporti italiani, in cambio l’unica cosa che vi chiediamo è che vi riprendiate Trapattoni. Ha lavorato bene, ma è tempo che se ne vada“.

E ora che ne sarà del lTrap? La pensione è ancora lontana, a 74 anni l’allenatore italiano più vittorioso a livello di club, ex Milan, Inter e Juventus,  ha ancora voglia di pressioni e di campo e cerca una nuova panchina.