Una tappa bellissima che si inserisce nella tradizione di questo inizio Tour 2015 ricco di emozioni. La Grand Boucle approda finalmente in Francia dopo essere transitata da Olanda e Belgio, con una frazione che ha ricalcato in parte, soprattutto nel finale, la Parigi-Roubaix. Da Seraing, in Belgio, a Cambrai, in Francia, 223,5km senza particolari difficoltà altimetriche, ma con sette sezioni di pavé di cui sei raggruppate in poco oltre 30 km, alla fine: un totale di 13,3 km di fondo lastricato. A dare il via della tappa Filippo Re del Belgio.

PAVE’

Vincenzo Nibali scatenato, con la sua squadra, assieme a BMC, Tinkoff-Saxo, Sky, Quick Step. Inizialmente la tappa vive sulla fuga di quattro corridori, scattati subito dopo il via: Lieuwe Westra (Astana), Thomas De Gendt (Lotto-Soudal), Perrig Quémeneur (Europcar) e Frédéric Brun (Bretagne-Séché Environnement). Il gruppo lascia fare, ma quando comincia il primo settore di pavè, poco oltre 100km dal traguardo, cambia la musica. Il siciliano dell’Astana, che lo scorso anno pose le basi per il successo al Tour proprio nella tappa di Arenberg, attaccando sotto la pioggia sulle pietre storiche della Roubaix, ci prova in tutti i modi con i suoi compagni di squadra. Ma Froome, Contador e Quintana, ben protetti dalle rispettive squadre, non si fanno sorprendere e rimangono sempre in testa al gruppo, soprattutto i primi due. Vento trasversale, terra che si alza, grande fatica. Il gruppo si spezza in più tronconi, ma i migliori sono tutti davanti. A 11km dalla fine, sull’ultimo settore di pavè, Nibali ci riprova con Trentin e riesce a portare inizialmente via un gruppetto di fuggitivi, con Froome, senza Contador e Quintana, staccati; ma la gioia dura poco. Il gruppo, pur molto ridotto, si ricompatta nuovamente a 6km dalla fine.

TRAGUARDO

A 3km dal traguardo l’attacco di Tony Martin, che lascia tutti sui pedali con uno scatto fulmineo e si prende in un colpo solo tappa e maglia gialla. Ci provava da tre giorni, ce l’ha fatta, coadiuvato da una grande squadra. Se lo meritava.