Ogni giorno un’emozione, un pericolo, un colpo di scena, un cambio di leadership. Un gran bel Tour de France, non c’è che dire, e siamo solo al terzo giorno con le montagne ancora distanti, sullo sfondo. Ma il percorso disegnato dagli organizzatori regala spettacolo tappa dopo tappa. Prima il cronoprologo, poi il vento del mare del nord. Oggi, i muri valloni. Dopo l‘Olanda, ecco il Belgio.

TERZA TAPPA

Da Anversa a Huy, 159,5km, con lo stesso identico arrivo della Freccia Vallone. Si parte con Cancellara in maglia gialla, si finirà con Chris Froome leader del Tour, dopo una maxi caduta, pericolosissima, che ha coinvolto proprio il ‘treno di Berna’, spezzato il gruppo in vari tronconi e costretto gli organizzatori a fermare la corsa, ricompattare il gruppo, annullare ogni distacco per poi ripartire, praticamente da zero. Subito dopo, l’attacco dell’Astana di Nibali, con l’aiuto della Movistar di Quintana, alla ricerca degli ormai famigerati ‘ventagli di vento’ e, soprattutto, di riguadagnare il tempo perduto. Che causava un nuovo distacco tra un gruppo e l’altro e l’addio alla maglia gialla di Cancellara, fiaccato nel morale e nel fisico, che precipitava a oltre 5′. Nel finale spettacolare, l’attacco di Rodriguez sulle rampe finale del Muro di Huy, dove già aveva trionfato in passato nella Freccia Vallone. Al traguardo, secondo Froome che con gli abbuoni si vestiva nuovamente di giallo, dopo due anni, per un solo secondo.