A Cauterets, sui Pirenei, trionfa in solitaria il polacco di Cracovia Rafal Maijka, classe 1989, della Tinkoff-Saxo, già vincitore due volte lo scorso anno alla Grand Boucle assicurandosi anche la tappa a pois di miglior scalatore. La tappa più prestigiosa delle tre al confine tra Francia e Spagna, l’undicesima del Tour de France 2015, da Pau a Cauterets, 188km.

FUGA

Sei salite: le prime tre sono la cote de Loucrup (3a categoria al km 48,5); la cote de Bagneres de Bigorre (4a categoria al km 61,5); la conte de Mauvezin (3a categoria al km 74,5). Poi il Col d’Aspin (prima categoria, scollinamento al km 117, lunghezza 12 km al 6,5%, massima 9,5%, prima categoria); il mito Tourmalet (hors categorie, km 147, lunghezza 17,1 km al 7,3%, massima 10%, 2.115 metri d’altitudine) dal versante di La Mongie dove vinse Ivan Basso nel 2004, e l’arrivo a Cauterets (3a categoria, 6,4 km al 5%). Prima del Col d’Aspin partono in cinque: Steve Morabito (Fdj), Rafal Majka (Tinkoff), Serge Puwels (Mtn), Thomas Vockler (Europcar), Emanuel Buchmann (Bora). Tra qualche pedina che si stacca e qualcuna che si aggiunge, la fuga va e Maijka saluta la compagnia sui tornanti più duri del Tourmalet, a 48,4km dal traguardo. Lungo volo solitario e trionfo. Dietro, nel gruppo maglia gialla Froome controlla, Nibali e Contador sembrano in palla, ma non attaccano, anche se Vincenzo provoca una selezione facendo tirare forte la sua Astana. Poi a 3km dalla vetta dell’ultima salita, praticamente poco più che pianeggianti, dopo aver superato il tratto più duro di tutte le ascese, improvvisamente il siciliano si stacca dal gruppo dei migliori, patendo un cambio di ritmo che mai avrebbe subito solo nel 2014. Altri secondi persi e decimo posto in classifica salutato.