Il Tour più bello degli ultimi 20 anni, sulla carta, si è trasformato in una cosa dominata da Chris Froome. L’interesse per la vittoria di tappa rimane alto, ma per la classifica generale resta un uomo solo al comando. Oggi il britannico ha lasciato sfogare i suoi presunti avversari sull’erta finale, con la vittoria di tappa già assegnata a Rodriguez, poi ha fatto uno scatto dei suoi a 1.5km dall’erta conclusiva, dando un segnale chiaro ai suoi rivali.  La dodicesima tappa del Tour, da Lannemezan a Plateau de Beille, ultima frazione sui Pirenei, arrivo mitico dove Marco Pantani nel 1998 cominciò a far tremare Ullrich, contempla ancora tante salite e un arrivo in salita ed è stata conquistata dallo scalatore spagnolo del Team Katusha.

DODICESIMA FRAZIONE

Tappone pirenaico con Portet d’Aspet (omaggio a Fabio Casartelli nel ventennale della morte, 4,3 km al 9,7%), Col de la Core (14,1 km al 5,7%), Port de Lers (12,9 km al 6%) e finale sulla dura salita di Plateau de Beille (all’altezza di Andorra, ma in Francia) che porta a 1.780 metri e misura 15,8 km con pendenza media del 7,9% e punte del 9,5%. Fuga iniziale di 22 corridori, poi a  76 km dall’arrivo attaccano in tre in testa. Scattano Kwiatkowski (Etixx), Preidler (Giant) e Van Marcke (LottoNL). Il gruppo maglia gialla è molto tranquillo. Sull’ultima ascesa rimane solo Kwiatkowski, il campione del mondo, ma all’inseguimento si lanciano Fuglsang, Bardet, Joaquim Rodriguez e Meintjes che sono distaccati di 1’20″ dal polacco. Kiawtkowski cede di schianto, ‘Purito’ Rodriguez si invola da solo a 6km dal traguardo. Nel gruppo maglia gialla intanto scoppia finalmente la bagarre: ci provano prima Contador, poi Nibali, ma Porte, con estrema calma, riporta Froome sotto senza grossi problemi. A 3.4 dalla fine ecco l’attacco atteso da parte di Nairo Quitana, ripreso anche lui. Poi si susseguono gli scatti, Valverde e lo stesso Froome accelerano, alla fine i migliori rimangono assieme. Davanti, arrivo a bracci alzate di Rodriguez, già primo sul muro di Huy. Tanto di cappello, ma il Tour è sempre più in mano a Froome. I migliori arrivano assieme a oltre 5′: Thomas, Froome, Quintana, Valverde, Nibali, Contador, Van Garderen tra gli altri.

OMAGGIO A CASARTELLI

Era il 18 luglio 1995, quindicesima tappa del Tour, dopo il giorno di riposo, La St. Girons-Cauterets Cretes di 206 km. In discesa dal Portet d’Asped caddero in sette: anche Fabio Casartelli, 24 anni, e Danilo Rezze. Rezze venne tirato su da un dirupo con le corde, Casartelli, che aveva sbattuto contro un paracarro in cemento, morì dopo il trasporto in ospedale. Oggi il Tour passa sul Portet d’Aspet. Alla partenza – presenti anche il figlio Marco e la vedova Annalisa – una cerimonia ha ricordato Fabio, la corsa si è anche fermata per un minuto di raccoglimento. Domenica, invece, ad Albese con Cassano, dov’era nato Fabio, si corre la Mediofondo Fabio Casartelli, tre percorsi da 58, 75 (con il Ghisallo) e 114 km (oltre al Ghisallo, anche il Muro di Sormano)