Un uomo solo al comando…” Del Tour de France, la corsa più importante al mondo! E’ Vincenzo Nibali. Ricordatevi questo luglio 2014, perché non sappiamo quando un altro ciclista italiano dominerà il Tour de France (che, dopo Mondiali di calcio e Olimpiadi estive, è l’evento per eccellenza dello sport, non scordiamocelo) come avvenuto quest’anno.

TRIONFO IN SOLITUDINE – Anche ad Hautacam, sui Pirenei, per l’ultimo arrivo in salita della Grand Boucle, il siciliano ha voluto mandare un messaggio, calando il pokerissimo pur non essendocene nemmeno bisogno, ma tanto per stabilire che “il più forte di tutti e lui” e dimostrare che se la sarebbe giocata alla pari sulle salite con Contador e Froome, i grandi assenti, ma comunque già staccati da Vincenzo sulle pietre nella tappa del pavè. Nibali ha vinto anche sul traguardo tanto caro a Miguel Indurain, Hautacam, e ha definitivamente messo la firma indelebile su questo Tour, staccando tutti sull’erta finale, che ha seguito il Tourmalet, montagna leggendario, e arrivando da solo al traguardo a braccia alzate!

CANNIBALE – La “Piccola Liegi” a Sheffield, i Vosgi sulla Planche des Belles Filles, le Alpi a Chamrousse, i Pirenei ad Hautacam: Vincenzo Nibali si prende tutto ipotecando la sua Grande Boucle sull’ultimo traguardo in salita di questa edizione: quindici giorni in maglia gialla (supera Nencini), quattro tappe a braccia alzate come non capitava da Laurent Fignon (5) vincitore del Tour nel 1984, e i distacchi in classifica generale adesso sono abissali con più di 7 minuti di vantaggio su Thibaut Pinot. Mancano il lungo trasferimento di domani fino a Bergerac, la maxi-crono di sabato (a portata della maglia gialla) e l’ultima passarella per La Grandeurparigina e i Campi Elisi: Vincenzo è il re del Tour de France.