PORTO VECCHIO (Corsica) – E siamo così giunti all’edizione n.100 della corsa ciclistica più famosa al mondo, un evento che per importanza vale un Mondiale di calcio o un’Olimpiade estiva, ma anche martoriato dagli episodi legati al doping negli ultimi 15 e nel cui albo d’oro figura un incredibile buco di sette anni, come le maglie gialle conquistate a Parigi e poi perse da Lance Armstrong.

Il Tour de France 2013 (nella foto InfoPhoto) è il giro di Francia della nuova epoca, così si dice, dopo le vicende legate al texano, e proviamo anche a crederci. Ha un percorso tutto sommato intrigante, con tre crono, ma non lunghissime (una a squadre), pochi Pirenei, tante Alpi, quattro arrivi in salita, lo spettrale Mont Ventoux che ritorna come arrivo di tappa, l’inedita doppia scalata all’Alp d’Huez e poi questo inizio (prima volta assoluta) dalla Corsica, dall’Isola della Bellezza, con le sue strade strette, gli spazi ridotti, poche vie di fuga e le possibili proteste degli indipendentisti all’orizzonte…

Attenzione a parlare di prima settimana noiosa, perché potrebbe non essere così, quest’anno, per i motivi di cui sopra e perché in realtà il Tour, storicamente, può regalare sorprese clamorose proprio nelle prime dieci giornate, basta ricordarsi della famosa fuga-bidone a 4 della seconda tappa del Tour ’90, a Futuroscope, in Lussemburgo, dove tra quei 4 c’era anche un certo Claudio Chiappucci, reduce dalla maglia verde conquistata al Giro di Bugno, e poi capace di far soffrire Greg Lemond fino alla penultima frazione, finendo sul podio, grazie a quei 10′ presi in Lussemburgo… Le cadute spesso la fanno da padrone nelle prime frazioni e in passato protagonisti illustri, annunciati, hanno dovuto dare forfait causa infortuni rimediati proprio a inizio Tour.

Ci sono 198 corridori distribuiti in 22 squadre, dirette tv su RaiSport ed Eurosport, con copertura mai vista in precedenza per l’emittente francese in Italia e speciali prima e dopo le tappe. Un fanno fa gli spettatori raccolti sulle strade furono più di 12 milioni, senza contare i 190 paesi collegati in tv in tutti i Continenti, con 11.000.000 e mezzo di visitatori solo su internet… Non ci sarà il campione uscente, Bradley Wiggins, che solo due mesi fa veniva dato in corsa per completare la doppietta Giro-Tour, più riuscita a nessuno dopo il Pantani del 1998, e che invece è uscito con le ossa rotte dalla Corsa Rosa e probabilmente non poteva gradire l’idea di fare “da valletto” al suo compagno di squadra Froome, britannico anche lui, grande favorito della Gran Boucle 2013. I suoi rivali si chiamano Contador, Andy Schleck, Evans, gli altri iberici Rodriguez e Valverde, l’americano Van Garderen. Solo 18 gli italiani al via, senza pretese da classifica, in teoria, anche se Damiano Cunego in passato si è spesso esaltato sulle strade di Francia, specie quando non era atteso…

Lance Armstrong, sempre lui, ha infiammato la vigilia del Tour al grido di “senza doping non si vince, corridori e organizzatori lo hanno crocifisso a parole, ma chissà chi avrà veramente ragione, anche perché il 18 luglio, proprio il giorno della doppia scalata all’Alp d’Huez, verranno resi noti (così pare) i nomi dei 44 corridori trovati positivi all’Epo al Tour del 1998, dopo la prima rivelazione che ha già toccato un altro mito dei francesi, come Jalabert.

Buon Tour, nonostante tutto!

Qui l’Albo d’Oro della corsa.