PARIGI – Una settimana ricca di eventi e un ultimo weekend dal doppio volto, con il Tour de France n.100 della storia prima praticamente già assegnato a Froome, e poi clamorosamente di nuovo in gioco, anche se il padrone è sempre lo stesso e nulla di importante è poi cambiato in classifica. Che dopo nove tappe è la seguente:

MAGLIA GIALLA:

1° Chris Froome (GBR) in 36h59’18”

2° Valverde (SPA) a 1’25”

3° Mollema (OLA) a 1’44”

4° Ten Dam, 5° Kreuziger, 6° Contador, 7° Quintana, 8° Martin, 9° Rodriguez, 10° Rui Costa.

Il Team Sky sarebbe dovuto essere il padrone della corsa “gialla” e così è stato, con il suo capitano e favorito n.1, Chris Froome, saldamente in maglia di leader. Un po’ scricchiolante, però, dopo la 9a tappa, quella di domenica scorsa, in terra basco-francese, sui Pirenei, Saint Girons-Bagnères de Bigorre, di 168,5 km. Ma andiamo con ordine.

Le tappe in Corsica hanno portato cadute, qualche vincitore a sorpresa (ma niente fughe bidone con qualche outsider di mezzo, succedeva spesso negli anni ’90) e un’incredibile situazione subito al primo giorno, sabato 29 giugno 2013, nella frazione da Porto Vecchio a Bastia, con l’incidente occorso al bus della Orica-GrenEdge, rimasto incastrato sotto la struttura della linea d’arrivo (15cm di troppo…) facendo temere per il regolare svolgimento della volata, e spostato solo pochissimi minuti prima dell’arrivo, a tutta velocità, dei corridori. Non è finita, perché non è mancata, sempre il primo giorno, la solita caduta, a poco più di 6 chilometri dall’epilogo, che ha tirato giù una ventina di uomini tra i quali Contador, Hesjedal, Van Garderen e Moser, cioè tre dei favoriti/outsider e un possibile cacciatore di tappa italiano.

La giuria – nel panico per la presenza dell’automezzo al centro della strada – ha inizialmente spostato al cartello dei -3 km l’arrivo della corsa. Successivamente ha riposizionato il traguardo sulla linea d’arrivo originaria, ma quando si è accorta che il dispositivo del fotofinish era stato compromesso dall’incidente ha deciso di neutralizzare i tempi, assegnando a tutti i corridori lo stesso risultato. Una vera fortuna per Contador, che aveva perso parecchio terreno e che rischiava di veder compromesso il suo Tour al primo giorno. Trionfo del tedesco Kittel, a sorpresa, ma non troppo, prima maglia gialla.

Poi sono arrivati i successi di Bakelants (nuova maglia gialla), Gerrans (volata), Orica-GrenEdge nella crono-squadre a un ritmo forsennato (e preoccupante…), finalmente Cavendish (volata, il sudafricano Impey nuova maglia gialla), Greipel (volata) e, dulcis in fundo, sempre per le volate, dopo qualche sconfitta di troppo, Sagan. Insomma, dalla Corsica alla terra ferma per riscrivere comunque la storia, con il primo sudafricano in maglia gialla nel nome di Nelson Mandela, ma anche 27 ore di gara per distacchi minimi, tutto sommato non male…

Poi, con l’arrivo dei Pirenei, per altro senza alcune delle mitiche salite del Tour da quelle parti (Aspin e Tourmalet, per non dirne che due) è successo tutto e il suo contrario in due giorni, nell’ultimo weekend.

Sabato 6 luglio, prima tappa con arrivo in salita ad Ax 3 Domaines, erta preceduta dal Col du Pailhéres, duro, dopo 166km non complicati: l’azione davvero incisiva, la prima importante, è quella di Nairo Quintana, scalatore colombiano della Movistar, l’unico che pare in grado di attaccare Froome o quanto meno di mantenere il suo ritmo quando la strada si arrampica. Dietro si staccano subito la maglia gialla Impey, che poi arriverà a 7’50″, Damiano Cunego (taglierà il traguardo  a 14’27″ e già fuori classifica) e Ryder Hesjedal, re del Giro 2012. Quintana passa primo in vetta e conquista il souvenir Henri Desgranges, poi Rolland e il gruppo dei migliori. La salita finale che porta a Ax 3 Domaines scatena i migliori. Sky produce un ritmo forsennato in testa al gruppo, stile Discovery di Lance Armstrong. Si sgretola il gruppo: si staccano a 6.8 Schleck e Evans, poi anche Purito Rodriguez. In testa restano Porte e Froome, che appena si rende conto della difficoltà di Contador dà un’ulteriore accelerata e resta da solo. Una progressione insostenibile quella di Froome, arrivato al traguardo con 51″ su Porte e 1’08″ su Valverde. Contador, con accanto un eccellente Roman Kreuziger, all’arrivo ha accusato 1’45″. L’ombra del corridore che era prima della squalifica. E che in questo Tour dovrà inseguire. Male anche Purito Rodriguez, che aveva puntato tutto sul Tour e ha accusato 2’08″.

Insomma, Tour già finito, stra-potere Sky e si corre solo per il podio, ma forse, al massimo, per il terzo gradino? Già si parlava di “Tour de Froome“… Macché.

Domenica 7 luglio, altra tappa pirenaica, senza arrivo in salita, ma con sei colli, Saint Girons-Bagnères de Bigorre, 168,5km. Una di quelle tappe che fanno la gioia dei telespettatori, magari meno dei corridori, perché praticamente le squadre massacrate il giorno prima dalla Sky, Movistar e Garmin soprattutto, hanno voluto dare un segnale forte, attaccando praticamente dal primo km, per mettere in difficoltà Froome. Impresa riuscita a metà, nel senso che il keniano bianco ha risposto a tutti gli attacchi sull’ultima salita (solo di Quintana, a dir la verità…) e non ha perso un secondo prezioso, se non 20” da Martin l’irlandese che ha vinto la tappa, 8° in classifica, ma è rimasto isolato già dalla prima erta, il col de Portet d’Aspet. Salita modesta, ma purtroppo tristemente nota ahinoi per la caduta che costò la vita, causa impatto letale contro un paracarro, all’allora campione olimpico in carica, Fabio Casartelli, in maglia Motorola (squadra di Armstrong), nel 1995, in una tappa poi vinta da Richard Virenque.

L’effetto è stato dirompente: ritmo forsennato, Garmin e Movistar a tirare a tutta, con gli uomini di Sky (Froome a parte) in crisi nera, da Kennaugh, finito fuori strada e tutto acciaccato, a Porte, fuori classifica, a Kiryenka, fuori tempo massimo. Una strage… Froome isolato, come da copione, assediato, se vogliamo, ma ha risposto da campione. Ha tenuto il ritmo delle squadre rivali e poi sull’ultima erta, rimanendo seduto, ma mulinando rapporti agili con una frequenza pazzesca, ha risposto al suo ritmo agli attacchi di Nairo Quintana, che ci ha provato quattro volte, con un paio di accelerazioni anche violente. Nulla da fare.

Froome, insomma, non è il tipo da perdere la calma, ma ora la situazione è cambiata, anche se non in classifica: la perdita di Kiryenka non è da poco, Porte, da 2° a 33° in classifica, non fa più paura a nessuno anche se resta preziosissimo gregario in salita per il britannico, che ha la cronometro dalla sua parte, ma un’ultima settimana terribile, inaugurata, domenica prossima, dalla tappa con il Ventoux, prima della doppia ascesa all’Alpe d’Huez. Resta stra-favorito, ma certo dovrà combattere duramente fino a Parigi. Adesso la corsa potrebbe diventare molto più tattica, ma per una domenica abbiamo assistito a un ciclismo che ha puntato sul coraggio e non sulla scienza. Resta da capire cosa sia successo agli uomini Sky.

E qui si può pensare tutto e il contrario di tutto: Porte che arriva a 18′, ma sorridente… e Kiryenka, fuori tempo massimo per qualcuno sospetto. Probabilmente pensando al mercato di fine stagione, dal momento che, evidentemente, qualcosa non funziona all’interno dell’ingranaggio perfetto, apparentemente, di Sky. Probabilmente non sono tutti per uno, come si pensava. Certo, dopo quello che hanno fatto Porte e Kiryenka sabato 6 luglio, considerato che si tratta di atleti ben allenati, è difficile digerire un ko del genere maturato il giorno successivo, seppur in una tappa con un caldo umido e sei salite. Ma cosa c’è veramente sotto?  Qualcuno parla di virus che avrebbe prostrato gli uomini Sky (ipotesi stra-smentita), qualcuno di armonia rotta all’interno del gruppo. Pensando malissimo: e se… Sky avesse fatto apposta, per riaprire in qualche modo il Tour e spegnere sul nascere quelle prime voci sospettose, preoccupate dal fatto che nelle prime due salite, Porte, Kiryenka e Froome sembravano correre in moto e non in bici? Non lo sapremo mai o magari lo scopriremo fra qualche giorno…

Martedì 9 luglio 10a tappa, dopo il riposo di lunedì 8 luglio, da Gildas des Bois a Saint Malo, 197km si sale nel nord della Francia.

P.S. – Italiani, per ora, non pervenuti. Purtroppo…