La Francia insorge contro il dominio britannico nella ‘sua’ corsa, che per altro non vine da trent’anni, dall’ultimo trionfo di Bernard Hinault datato 1985? Episodi sconcertanti si sono verificati alla Grand Boucle negli ultimi giorni.

GESTO FOLLE

Un bicchiere di urina sul viso, dopo 50 chilometri di corsa. Un gesto violento e ignobile. C’è un solo precedente al Tour: Mark Cavendish nel 2013. In quel caso si trattava di un ubriaco, ma lo spettatore che venerdì ha colpito Froome era un contestatore ben lucido che gli ha anche dato del dopato. Clima davvero bollentee non solo per il caldo feroce. Nella conferenza stampa successiva alla Rodez-Mende, la maglia gialla ha dato la colpa «alle ignobili diffamazioni che arrivano da certi commenti» e il riferimento era probabilmente ai due commentatori tecnici della televisione francese (Laurent Jalabert e Cedric Vasseur). «Non capisco come due tipi così – ha detto Froome, riferendosi al passato non proprio cristallino dei due ex corridori – possano permettersi di mettere in dubbio la mia pulizia». L’ipotesi che l’azione faccia parte di una sorta di piano di contestazione anti Sky e anti inglesi (con i corridori francesi umiliati e arrancanti) è rafforzata dal pugno rifilato ieri venerdì al suo compagno Porte da un altro esagitato. All’origine di tutto, sempre le accuse all’inglese di utilizzare un motorino nascosto nella sua bici, orginate da due video pubblicati dai social network nei giorni scorsi e che si riferiscono al Tour del 2013 e alla Vuelta dell’anno successivo.

AFRICA

Proprio mentre si festeggia il «Mandela Day» (ma forse non è un caso, stavolta siamo noi maliziosi?), arriva la prima vittoria di una squadra africana al Tour de France, la Mtn-Qhubeka. Il successo va all’inglese Steve Cummings (ingaggiato dal team in questa stagione), che supera i francesi Pinot e Bardet sul traguardo di Mende, dopo una lunghissima fuga a venti. Beffa doppia per i due transalpini che a un chilometro dal traguardo hanno smesso di collaborare, perdendo il vantaggio accumulato su Cummings nella salita finale. L’inglese, gran passista, li ha superati in tromba. Per loro la vittoria sarebbe stata il riscatto di un Tour disastroso (Pinot, che a inizio Tour era tra i favoriti per il podio, viaggia a oltre mezz’ora dalla maglia gialla) nel giorno in cui il presidente della repubblica Hollande sedeva nella macchina del direttore di corsa. Mtn-Qhubeka, che ha sede in Sudafrica, è il primo team professionistico di alto livello del continente e anche il primo invitato al Tour. Per il ciclismo è un giorno storico.

CLASSIFICA

Nel gruppo maglia gialla, compatto per buona parte della corsa, sulla salita finale Nairo Quintana e Vincenzo Nibali hanno sferrato un attacco congiunto a Froome. L’inglese, per la prima volta durante il Tour, non è stato in grado di reagire all’istante ma è rientrato gradualmente prima su Nibali (staccato e superato anche da Contador) e poi su Quintana, che ha freddato sul traguardo con uno sprint tanto faticoso quanto inutile. In un giorno di grandi polemiche la classifica generale resta quasi immutata. Il solo Nibali guadagna una posizione (passando dal nono all’ottavo posto). Adesso il siciliano è a 8’17” da Froome e a cinque minuti dal podio.