“Roma-Genoa, domenica 28 maggio 2017, l’ultima volta in cui potrò indossare la maglia della Roma”, l’inizio del messaggio apparso ieri sulla bacheca della pagina ufficiale del campione romanista la dice lunga sulle reali volontà del capitano giallorosso.

Quel “potrò”, insomma, è tutto un programma. Vorrei continuare a giocare con questa maglia, ma la società ha detto no. “Da lunedì sono pronto a ripartire. Sono pronto per una nuova sfida”, la frase conclusiva del post, che lascia intatto il mistero su quale sia la nuova avventura che Totti è pronto ad abbracciare.

Calciatore in un’altra squadra (quasi certamnte all’estero) o dirigente del club giallorosso? Tra il serio ed il faceto, Milan (Montella), Sampdoria (Ferrero) e Chievo (Campedelli) gli hanno chiesto di non mollare gli scarpini e continuare in Serie A, con la loro squadra, ovviamente.

Una possibilità remota, visto che i tifosi vedrebbero il gesto come un tradimento e si sa quanto l’ex Pupone sia sensibile ai sentimenti della piazza. Difficile anche che Totti indossi la casacca del Trastevere, serie D, nel cui settore giovanile ha mosso i primi passi nel mondo del calcio. “Se non è possibile per lui continuare a coltivare la sua passione a Trigoria, non posso che rinnovargli l’invito di venire da noi, magari andando a giocare in uno stadio Flaminio riqualificato”, una speranza destinata a restare tale.

Davanti a Totti si aprono a questo, fondamentalmente, due possibilità. La scrivania di dirigente oppure l’avventura all’estero.

L’arrivo in panchina dell’ex compagno Di Francesco (sul quale pende una clausola rescissoria di 3 milioni di euro fissata dal Sassuolo) lo aiuterebbe ad accettare il nuovo ruolo, in caso contrario Totti sarebbe più propenso a fare le valigie e continuare negli Usa, nei Miami allenati da Nesta, in seconda divisione. Oppure, chssà, a Dubai, dove, l’Al-Fujairah di Maradona lo aspetterebbe a braccia aperte.