Match rocambolesco all’Olimpico quello tra Roma e Sampdoria che finisce 3-2 con un rigore procurato da Dzeko e realizzato da Francesco Totti al 93′ con lo stadio che viene praticamente giù per l’incontenibile entusiasmo per la vittoria giallorossa raggiunta in extremis e, soprattutto, per il gol del capitano, a quota 249 in Serie A a -25 dall’irraggiungibile Piola. Partita in cui succede di tutto, dal vantaggio dei padroni di casa alla rimonta e sorpasso della Samp, al diluvio universale, alla sospensione del gioco per più di un’ora, al ritorno arrembante e vincente della Roma grazie all’ingresso in campo di Totti e Dzeko.

Partita dunque non semplicemente da due ma da mille volti attraversata dalle varie fasi di gioco certamente spartite, è proprio il caso di dirlo, dal prima e dopo l’acquazzone che ha colpito Roma intorno alle tre e mezza post-meridiane. Al fischio iniziale però le due squadre partono fortissimo tenendo un ritmo forsennato per una buona parte del primo tempo. La Roma, come suo solito, parte ancora meglio perché all’ottavo minuto si trova già in vantaggio con Salah che raccoglie di testa uno splendido assist da parte di Perotti.

Ma a quel punto è la Sampdoria a reagire benissimo rimanendo corsa non disunendosi e eseguendo alla perfezione i dettami di Gianpaolo che ordina pressing alto e gioco veloce con la Roma messa tantissimo in difficoltà da Ricky Alvarez che non solo gioca tra le linee ma svaria tantissimo decentrando il gioco smistandolo e allargandolo su Muriel o trovando Quagliarella nei pressi dell’area avversaria. Però il pari la Samp lo raggiunge grazie a un gol capolavoro di Muriel che raccoglie un lancio scagliato da metà campo da Regini e al volo batte l’incredulo Szczesny. La Roma subisce il contraccolpo e, in netta difficoltà, non riesce più a trovare le contromisure alla squadra blucerchiata che diventa padrona delle operazioni e nel finale di primo tempo, sotto lo scroscio torrenziale, trova il vantaggio con Quagliarella su angolo di Alvarez.

La sospensione del gioco per impraticabilità del campo giunge opportuna per i padroni di casa che devono ritrovare fiducia, gioco e idee. Obiettivo che si concretizza alla ripresa delle ostilità, ma grazie soprattutto all’ingresso in campo di Totti e Dzeko (mossa azzeccatissima di Spalletti) al posto di uno spento Perotti (tranne nell’occasione dell’assist) e di un inconcludente El Shaarawy. Ed è tutta un’altra Roma quella che rientra in campo e che per una buona mezzora del secondo tempo gioca praticamente a una sola porta creando una miriade di occasioni e di pericoli dalle parti di Viviano, strepitoso in più di un episodio.

Il numero 10 giallorosso si dimostra per l’ennesima volta l’ottavo re di Roma perché con lui il gioco giallorosso diventa più verticale e incisivo e i suoi tocchi e le sue invenzioni imprimono la tanto attesa svolta al match. come quando mette Dzeko davanti a Viviano nell’occasione della rete del pareggio. Ma anche grazie al bosniaco la Roma ha molto più peso offensivo e la squadra rimane corta e compatta tra i reparti al contrario della Sampdoria che invece sparisce letteralmente nel secondo tempo schiacciata dal dinamismo giallorosso. L’epilogo col rigore messo a segno dal capitano è poi di quelli d’antologia con la Roma che riesce a portare a casa tre punti importantissimi.