Grande attesa a Casa Milan per la prima conferenza stampa di Fernando Torres, il più atteso degli acquisti rossoneri. El Niño ha visitato il Museo Mondo Milan in compagnia dei due amministratori delegati del Milan, Barbara Berlusconi ed Adriano Galliani. Proprio Galliani prende per primo la parola: “Torres ha una carriera straordinaria. Ricordo quando Gil mi diceva che aveva un ragazzino straordinario, un ’84 fortissimo: era Fernando Torres. Nel 2004 incontrai l’agente di Fernando, cercai di convincere l’Atletico che avremmo rinunciato al nostro credito per avere Torres, ma la cosa non andò in porto. Finalmente, dopo 10 anni di corteggiamento, approda al Milan. Meglio tardi che mai. Siamo sicuri che farà benissimo”.

Arrivato in prestito dal Chelsea, Torres sembra avere subito le idee chiare: Sono arrivato qui per vincere titoli – dice in spagnolo (Ganar titulos) -. “In questi giorni ho fatto dei test e ho visto la partita con la Lazio. Ora la cosa più importante per me è capire come gioca la squadra per capire come renderla migliore. Mi sento fortunato ripensando a tutti i giocatori passati da qui, soprattutto gli attaccanti. Mi fa sentire speciale, spero di essere all’altezza dei grandi campioni che hanno indossato la maglia rossonera numero 9. Per me è un’occasione da sfruttare: voglio aiutare la squadra a tornare in Europa e a lottare per conquistare titoli. Un giorno spero che insieme a tutti i trofei ci saranno anche il mio nome e la mia maglia. Tutti vogliamo vincere adesso o l’anno prossimo, l’obiettivo minimo è tornare in Europa. Io prometto che farò di tutto per riuscirci”. 

Un commento su Inzaghi“Abbiamo conosciuto tutti Inzaghi come calciatore. Ora gli tocca allenare una squadra di serie A. Lo sta facendo con la stessa passione che metteva prima. Credo che tirerà fuori il meglio da me: lui mi ha voluto, mi ha chiesto se volevo venire al Milan e questo mi dà una grande soddisfazione. È una filosofia fondamentale per raggiungere obiettivi, ovvero avere un gruppo forte di persone sane e professionali, con spirito di squadra. Non sapevo che aveva parlato con Mourinho e lo ringrazio per le dichiarazioni positive, ma sono dell’idea che neanche c’era il bisogno di queste chiacchiere, io sono sempre stato un professionista esemplare in ogni momento della carriera, sia nei momenti positivi che in quelli negativi”.

La difficoltà del calcio italiano non lo spaventano: La Spagna e l’Inghilterra non mi sembrano più facili. Nessun giocatore ha paura, è un sfida interessante. Spero di adattarmi presto, il resto non mi interessa. Sono stato in tre club diversi e di conseguenza ho vissuto tre periodi differenti. È vero, ho vinto molto con il Chelsea ma tanti gol li ho fatti con Liverpool e Atletico.  Sono sicuro che il trasferimento dall’Inghilterra all’Italia non mi creerà problemi: Llorente l’anno scorso ha fatto benissimo. Dal momento che sono qua, è una tappa nuova e sono dell’idea che i tifosi debbano vedermi in campo prima di parlare d’altro. Spero di segnare e di vincere parecchi titoli”.

Interpellato dai giornalisti, dice la sua su El Shaarawy: “L’ho visto bene, l’ho visto rapido, è decisivo. È uno di quei calciatori che hanno margini di crescita enormi e spero di poterlo aiutare con le mie conoscenze. Balotelli? È normale che quando arrivi in grandi squadre ti parlino sempre dei tuoi predecessori. Tanti grandi calciatori sono passati da Milano e da Liverpool, dovremo confrontarci con loro. Tutti sappiamo quanto Mario abbia fatto bene qui, spero di fare meglio e gli auguro una buona annata in Inghilterra”. La partenza dalla Premier League è una sorta di seconda vita per Torres: “Dopo sette anni volevo qualcosa di nuovo e una nuova sfida. Ringrazio sia Liverpool che Chelsea ma mi mancava la passione e volevo tornare a segnare tanti gol. Spero che al Milan potrò dare quello che ho dato nelle tre passate esperienze”.