A giudicare dalle probabili formazioni di Torino-Milan, anticipo serale del sabato, non dev’essere stata una settimana serena in quel di Milanello. E ci mancherebbe altro, aggiungiamo. La sconfitta interna per mano del Sassuolo, oltre a castrare per l’ennesima volta le velleità di rincorsa al terzo posto dei rossoneri, ha evidenziato una volta di più i limiti strutturali di una squadra priva di veri attaccanti come di centrocampisti di qualità (escluso Montolivo, e fino a un certo punto), e dunque cronicamente incapace di produrre un calcio offensivo che si discosti dalla semplice ricerca del contropiede in velocità. Non solo: a mister Inzaghi non è piaciuto per nulla l’atteggiamento di alcuni giocatori. El Shaarawy e De Sciglio, cocchi di mamma, hanno fallito un’altra prova di maturità: più precisamente, non sembrano essere all’altezza di reggere il peso psicologico delle responsabilità che il club ha affidato loro, come simboli del Milan presente e futuro. E la squadra non ha più tempo di aspettarli.

Le probabili formazioni di Torino-Milan

E così, anche se sembra strano a dirlo, il tecnico finirà per preferir loro due alieni come Armero e Niang, alla sua prima presenza da titolare in stagione: il francese potrà approfittare dell’assenza di Honda e della scarsa forma di Cerci per mettersi in mostra, in attesa di essere ceduto a fine mese, probabilmente al Newcastle. I due ’92 azzurri non sono gli unici a essere stati bocciati dopo l’orrida prova della Befana: Alex tornerà in panchina per far posto al redivivo Mexes (con lui in campo il Milan ha preso 2 gol in 5 gare), che sarà affiancato da Rami, mentre a destra ci sarà nuovamente Ignazio Abate. Ritorno importante anche in mediana: fuori l’imbarazzante Essien, dentro De Jong. In casa granata, confermato Padelli in porta al posto di Gillet e la coppia El Kaddouri-Quagliarella in attacco.

Una curiosità: il Toro non batte il Milan dal 4 novembre 2001. Quel giorno Inzaghi, appena arrivato dalla Juventus, sbagliò un rigore allo scadere, condannando all’esonero Terim e regalando la panchina del Milan ad Ancelotti. Non un pessimo affare, dopotutto.