Un Milan perfino più orrendo di quello visto contro il Sassuolo salva le proverbiali penne all’Olimpico, strappando un 1-1 al cospetto di un Torino capace di dominare in lungo e in largo la partita, ma non di azzannarla alla gola. Prova sconcertante al di là di ogni immaginazione per la squadra di Inzaghi (foto by InfoPhoto), avanti subito con un penalty di Menez ma poi stritolata per 90′ dai granata; ed è stato solo un grande Diego Lopez, oltre a una considerevole dose di fortuna, a evitare ai rossoneri il secondo kappaò consecutivo. Glik pareggia nel finale, salvando il Toro dalla beffa suprema, ma il verdetto del match, punteggio a parte, è che questo Milan, al momento, merita a malapena di stare nella metà sinistra della partita.

Come contro il Sassuolo, la partita s’incanala subito nel verso giusto per il Diavolo, in vantaggio dopo appena 2’ grazie alla solita produzione solitaria di Jeremy Menez: slalom del francese in area granata, trattenuta di Glik che induce Rocchi a fischiare il rigore e trasformazione potente sotto la traversa da parte dello stesso numero 7, al nono gol (il quinto dal dischetto) in campionato. Ed esattamente come contro il Sassuolo, l’1-0 immediato non serve ai rossoneri a scrollarsi di dosso la paura. Il Milan arretra immediatamente, posizionandosi a difesa della propria trequarti, senza che questo impedisca al Torino – non proprio il Bayern Monaco – di creare occasioni su occasioni, con Bruno Peres (ottimo) che brutalizza un Armero in grado di far sembrare Kevin Constan, nella memoria dei milanisti, la reincarnazione di Roberto Carlos. Dopo 10’ Diego Lopez ha già sul groppone due interventi decisivi, il primo su Farnerud e il secondo su Quagliarella, lanciato ottimamente dallo svedese. I rossoneri annaspano, incapaci perfino di giocare secondo l’unica modalità fin qui collaudata, quella delle ripartenze in velocità; per loro fortuna, il Toro è in una di quelle serate in cui sarebbe in grado di non segnare anche se gli avversari fossero delle sagome cartonate. Almeno tre le occasioni gettate al vento dagli uomini di Ventura negli ultimi 15’, compreso un palo dell’ex Darmian. A complicare le cose per il Diavolo ci si mette De Sciglio, che guadagna gli spogliatoi in anticipo con due sciocchi falli da ammonizione nel giro di una decina di minuti.

Prevedibilmente, la ripresa non è altro che un lungo avvicinamento del Toro al gol del pareggio, che tutti si aspettano arrivi più o meno da un momento all’altro: e come potrebbe essere altrimenti, visto che i rossoneri, in inferiorità numerica, non passano mai la metà campo se non con rilanci alla cieca dei difensori nella terra di nessuno. L’unico baluardo che separa il Milan dal tracollo è la cronica sterilità offensiva della squadra di Ventura, peggior attacco del campionato non certo senza un perché: alla fine, saranno una quindicina le occasioni da rete sperperate dai granata nell’arco dell’intero incontro. Ma vuoi che il Milan non conceda almeno un gol di testa anche al Torino? E infatti. Inzaghi toglie Menez per Alex, trasformando la sua squadra nell’incubo di Berlusconi (cinque difensori in campo, quattro centrocampisti e nessun attaccante), per cautelarsi sulle palle inattive: un minuto dopo capitan Glik svetta sull’ennesimo corner di Bruno Peres e incorna l’incolpevole Diego Lopez per il sacrosanto 1-1. L’immagine di Pippo che, al 2’ di recupero, chiede ansiosamente alla panchina quanto manca alla fine dell’agonia, racchiude alla perfezione il senso della serata milanista. E forse dell’intera stagione.