La Juventus si aggiudica il derby prandiale della Mole, stendendo il Torino con il solito gol di platino di Paul Pogba (foto by InfoPhoto) a inizio ripresa; peccato che la rete decisiva del francese sia viziata da un fuorigioco di Carlos Tevez. Un errore, quello dell’arbitro Mazzoleni e del suo guardalinee, che arriva a soli quattro giorni dalla clamorosa svista di Preti in Chievo-Juventus, e che naturalmente ha scoperchiato definitivamente il calderone ribollente di complottari e flagellanti di professione.

Nessun dubbio che i bianconeri siano stati fortunati nelle ultime due uscite, sia chiaro (anche se, onestamente, l’errore sul gol di Pogba è molto più accettabile di quello sul gol di Paloschi). Il problema è che, come sempre in questi casi, la memoria collettiva del pubblico è corta, parziale e selettiva. Se è giusto sottolineare ciò che è accaduto in occasione della rete del francese, è altrettanto legittimo dire che il Torino avrebbe dovuto restare in dieci già al 36’ del primo tempo, quando Ciro Immobile ha raso al suolo Tevez con un interventaccio meritevole del rosso diretto. Allo stesso modo, è difficile sostenere l’ipotesi di oscure macchinazioni pro-Juventus, quando la sua principale antagonista, il Napoli, in una settimana si è visto abbonare dalle varie terne arbitrali almeno due rigori solari (su Poli in Milan-Napoli e, ieri, su Gilardino in Genoa-Napoli) e un paio di espulsioni (Britos e Cannavaro).

Certo, sarebbe stato meglio se la stessa Juventus non avesse alimentato, negli ultimi due anni, tramite le irrazionali e irresponsabili dichiarazioni di Antonio Conte e Andrea Agnelli, il retro pensiero vittimista di cui storicamente è stata – ed è ora tornata a essere – il principale bersaglio. Chissà, forse ora l’amnesia negazionista è passata.