La serata evento del ritorno “a casa” di Carlos Tevez a La Bombonera per celebrare appunto il riapprodo al Boca Juniors dopo 11 anni di pellegrinaggio in giro per Brasile ed Europa, è stata purtroppo macchiata da un avvenimento, magari di poco conto per l’entità subita del danno, ritenuto gravissimo dallo stesso Apache che non ha mai dimenticato le sue origini, la sua appartenenza al luogo disperato da cui proviene: Ciudadela di Buenos Aires. Nel giorno che Carlos ha definito senza mezzi termini “il più bello della mia vita” alcuni tifosi del Boca si sono resi responsabili del furto di una parte dei beni alimentari non deperibili ammassati nello stadio e del danneggiamento di altro cibo destinato a una mensa di beneficenza.

Il responsabile del settore sociale del club xeneize Enzo Pagani intercettato dai microfoni di Radio Mitre ha commentato amaramente l’episodio: “È stato un peccato quello che è successo con gli alimenti. Non si sono portati via molto, ma è difficile capire questi fatti. Per fortuna siamo stati in grado di trasportare tutto all’interno dello stadio. È una sensazione amara. È stata una festa per tutto il tifo ‘xeneize’, rovinata in modo assurdo“.

Su espressa richiesta da parte di Tevez, non a caso soprannominato “el jugador del pueblo”, il Boca Juniors aveva domandato ai suoi tifosi per l’occasione della presentazione di Carlitos una donazione in alimenti all’ingresso della Bombonera come pagamento simbolico del biglietto. I viveri poi sarebbero stati destinati a una mensa di “Fuerte Apache”, la zona in periferia di Buenos Aires abbattuta dalla miseria e dalla criminalità nella quale è vissuto proprio l’ex attaccante della Juventus.