Dall’altra parte dell’oceano, oggi si festeggia il Thanksgiving Day, il Giorno del Ringraziamento, ovvero la più autenticamente americana delle feste. Da quest’altra parte dell’Atlantico, a quanto pare, è il Giorno dell’Ingratitudine: e se Obama, nella tradizionale vigilia della festività, ha graziato due tacchini, a Milanello e dintorni non c’è nessuna intenzione di riservare la stessa cortesia al Papero ingrato, che, dopo le folli dichiarazioni di ieri sera al termine di Anderlecht-Milan, molti tifosi rossoneri vorrebbero spennare con sadica lentezza.

El Shaarawy sta facendo molto bene, ma io voglio giocare. Ora ne parlerò con il mio procuratore e vedremo cosa fare”.

La frase di Pato è sconclusionata per concetti, tempistica e soprattutto contesto. Per concetti, perché un giocatore che ha passato buona parte degli ultimi due anni in infermeria non può pretendere di avere il posto fisso, specialmente quando le sue recenti prestazioni sono state di infimo livello. Per tempistica, perché è quantomeno da egoisti voler guastare uno dei rarissimi momenti felici della stagione con beghe personali. Per contesto, perché il fidanzato della figlia del capo – nonché colui che parte della tifoseria addita come il responsabile indiretto delle sanguinose cessioni estive – non può avanzare richieste del genere in pubblico, col rischio di creare ulteriori turbolenze in uno spogliatoio ancora senza pilastri.

Un atteggiamento infantile e irresponsabile, che il Milan è ora chiamato a punire adeguatamente. Barbara o non Barbara.