Giorno davvero speciale quello di sabato 18 luglio per il Boca Juniors e per tutta la tifoseria xeneize che hanno potuto assistere alla prima dell’idolo di casa Carlos Tevez in occasione del suo gradito ritorno nella Primera Division argentina dopo 11 anni di pellegrinaggio in giro per il mondo. Una mezza odissea che lo ha portato dapprima in Brasile (Corinthians) e poi in Europa e, nello specifico in Inghilterra (West Ham, Manchester United, Manchester City) e in Italia (Juventus) per poi vederlo riapprodare nell’amata patria dopo aver vinto tantissimo e, naturalmente, a suon di gol.

Il match in questione Boca Juniors-Quilmes (17a giornata del campionato argentino) si è dunque trasformato in un autentico evento di fronte al pubblico boquense alla mitologica Bombonera, stracolma per l’occasione e colorata dai tanti striscioni inneggianti al ritorno a casa di Tevez, Dièz sempre più leggendario nella storia della “Duce” insieme a Maradona e Riquelme. Proprio per celebrare questa fratellanza umana e professionale, nelle tribune d’onore c’era il Pibe de oro ad accogliere il ritorno dell’Apache che sulla 10 porta il nome del “jugador del pueblo” così come tutti lo conoscono da quelle parti: Carlitos. Sembrava di essere tornati all’epoca dei suoi esordi col Boca, quando chiamato a sostituire le gesta di Riquelme, toccava il primo pallone con la gloriosa casacca gialloblu sotto gli occhi lucidi e benevoli di Maradona.

La historia continua. Grazie alle sue straordinarie capacità di giocatore a tutto tondo, dinamico, rabbioso e geniale, Tevez ha dimostrato da subito di sapersi innestare alla perfezione negli schemi di Arrabuarrena giocando dietro le punte e integrandosi senza problemi con Palacios e Calleri. Inizia piuttosto bene l’avventura dell’Apache con la vittoria, per altro ineccepibile, per 2-1 contro il Quilmes, che consente ai padroni di casa di riconquistare la vetta della classifica dopo la vittoria del San Lorenzo. Zampino di Tevez nell’assist del primo gol del vantaggio di Palacios, invenzioni e giocate senza soluzione di continuità per tutti i 90 minuti, ma alle magie ieri ci ha pensato Calleri (da tempo nel mirino del Palermo) tirando fuori una perla di rabona per il gol partita.