E’ nota ormai a tutti la clamorosa scelta del commissario tecnico dell’Argentina, Sabella, di non convocare Carlitos Tevez per il Mondiale in programma durante la prossima estate in Brasile.

Vi sono già state mobilitazioni in favore dell’attaccante bianconero che richiedevano al c.t. dell’Albiceleste un cambiamento di rotta e che a quanto pare non hanno alcuna intenzione di fermarsi non avendo ottenuto il risultato sperato. Come riporta Tuttosport, venerdì prossimo dalle 17.00 alle 20.00, a Buenos Aires, si terrà una marcia per promuovere la causa dell’Apache.

Un’altra manifestazione di affetto per quello che in patria è considerato il giocatore del popolo. Lui, cresciuto nei sobborghi malfamati (dei quali porta il soprannome) della capitale argentina. Lui che giocava scalzo nelle discariche tra i vetri rotti. Lui che porta sul collo i segni di un’infanzia non certo semplice. La gente lo vuole al Mondiale e per questo scende in piazza. La locandina di questa marcia rappresenta Tevez che suona la trombetta, immagine che ricorda a tutti i tifosi bianconeri l’esultanza di Carlitos dopo la rete segnata nel derby contro il Toro, la coppa del mondo e sullo sfondo Buonos Aires e riporta queste parole  ’Marcha del Obelisco a la Afa’. La dimostrazione terminerà proprio sotto la sede della Afa, federcalcio argentina. Gli organizzatori hanno postato l’invito anche su Facebook. Quasi certamente questa sarà l’ultima occasione per chiedere a Sabella un cambiamento di programma. Infatti il c.t. argentino è ormai prossimo alle convocazioni.

In effetti queste richieste paiono giustificate. Alla sua prima stagione nella nostra massima categoria  il nuovo fenomeno della Vecchia Signora sta disputando un campionato straordinario. E’ capocannoniere della serie A con 18 reti insieme a Immobile. Regala prestazioni maiuscole che denotano grandi qualità e un cuore enorme. Corre per novanta minuti, combatte e si rende utile in tutte le fasi di gioco. Questo suo spirito battagliero, in certi casi quasi commovente, trascina i compagni che lo emulano. Pare avere dimenticato le bizze del passato e si comporta in modo esemplare anche fuori dal rettangolo di gioco. E’ un campione a 360 gradi. E’ arrivato a Torino ed è stato il primo a indossare la maglia numero 10 della  Juventus dopo Alex Del Piro. Non era facile avere una tale responsabilità, ma lui la sta onorando nel migliore dei modi.

E’ vero che l’Argentina vanta attaccanti del calibro di Messi, Higuain, Di Maria e Lavezzi, ma un posto per l’Apache si può assolutamente trovare. Sabella potrebbe, anzi dovrebbe, andare oltre il suo ostracismo e convocare il bomber.