Dopo avere vissuto l’emozione per le parole d’amore nei riguardi della Vecchia Signora espresse dall’ex numero 10 e stella indiscussa della Juventus, Alessandro Del Piero, è il turno del nuovo numero 10 bianconero, Carlitos Tevez (leggi qui le dichiarazioni di Del Piero). L’argentino ha rilasciato un’intervista esclusiva alla Gazzetta dello Sport nella quale ha affrontato varie tematiche interessanti e toccanti: la sua giovinezza a Fuerte Apache, la sua vita da calciatore, la Juventus, la serie A.

Tevez inizia ricordando i suoi amici di Fuerte Apache (quartiere della capitale argentina Buenos Aires, dove il campione è cresciuto) che, sostiene, lo abbiano aiutato parecchio nel tenersi lontano da quello che avrebbe potuto ‘compromettermi’.  Il numero 10 prosegue dicendo che in un quartiere come Fuerte Apache si diventa uomini in fretta, si cresce subito. Afferma che la notte coricandosi per dormire si odono gli spari nelle strade. In sostanza ritiene che ‘o non ne esci proprio oppure ne emergi come uomo vero’.

Riguardo la sua vita da calciatore dichiara di essere sempre stato attaccante. Racconta che quando era piccolo giocava a pallone con i suoi amici all’interno di discariche tra i vetri rotti, dove era davvero pericoloso svolgere un’attività come il calcio, ma li ha imparato a ‘non mollare mai’. Ricorda con grande amore la sua avventura al Boca Juniors. Di questa squadra dice ‘è la mia vita’. Rammenta il suo esordio contro il Talleres de Cordoba, la vittoria della Coppa Intercontinetale nel 2003 ai rigori contro il Milan e, con amarezza, l’espulsione in semifinale di Coppa Libertadores contro il Rover Plate del 2004. Il Boca raggiunse la finale, ma perse contro l’Once Caldas. Non avere potuto disputare quella sfida è motivo di forte rammarico per L’Apache, che, però si dice contento di avere successivamente conquistato la Copa Sudamericana. Afferma che in futuro tornerà ‘lo farò, questo è sicuro’, ma per ora è contento alla Juve.

Per quanto concerne i bianconeri sostiene di essere molto felice di vestire questa maglia e ringrazia tutti per l’affetto che gli hanno dimostrato anche durante il recente ricovero della moglie. Riguardo ciò dichiara ‘lei ora è con me, e io sono felice’. Sogna di vincere in Italia e di potere scrivere una pagina di storia di questo società. Vorrebbe conquistare anche l’Europa League, unico trofeo internazionale che, a livello di club, non ha ancora nel suo palmares.

Afferma che il campionato non è ancora finito e che nel ritorno la Juve dovrà affrontare trasferte difficili come, per esempio, Roma, Lazio, Napoli, Milan e Udinese. Si complimenta con i giallorossi di Garcia e ritiene che la serie A è il campionato ‘più duro’ del pianeta.