Gioia e delirio a Buenos Aires. Quando l’arbitro José Beligoy ha fischiato la fine di Boca Juniors-Tigre è letteralmente esplosa la Bombonera con i suoi oltre 55mila tifosi nel pieno del delirio per il 25° titolo nazionale conquistato dalla squadra del cuore. Il match è culminato sull’1-0, risultato conseguito sul finale del primo tempo grazie a una precisa incornata di Monzon su calcio d’angolo, protrattosi fino al fatidico fischio del direttore di gara, tra emozioni e altre occasioni fallite, mentre il Rosario Central stava contemporaneamente perdendo per 2-1 sul campo del Banfield.

È mancato solo il gol di Tevez a coronamento di una giornata fantastica, quella che lo acclama ancora campione (dopo i titoli vinti in Italia con la Juventus): ”Sono stato campione in tanti posti, però questa sensazione è inspiegabile, niente si può paragonare a ciò che sento oggi“. Queste le parole di gioia incontenibile pronunciate da Carlitos Tevez intervistato a fine gara per celebrare il suo ritorno in Argentina, nella casa della Boca, che è anche casa sua. Un trionfo in grande stile che riporta lo scudetto agli Xeneizes (il quinto per Tevez) dopo quattro anni in questa sorta di campionato di transizione, lungo ed estenuante come da consuetudine, voluto dall’AFA.

In sintonia con un’altra grande anima della squadra, l’allenatore Vasco Arrabuarrena, l’Apache ha individuato nella tenacia il segreto del successo del Boca Juniors: “È una squadra con tanta fame, a volte non sa come affrontare le partite, però la fame te le fa vincere. E vincere i campionati alimenta la fame, è per questo che oggi il Boca è campione“.  Anche un grande tifoso ed ex giocatore del Boca come Pablo Daniel Osvaldo si è voluto congratulare con la squadra e con Arrabuarrena per il grande successo bochense: “Sento una grande felicità, è sempre bello vedere il Boca campione. Mi piacerebbe essere alla Bombonera. Chissà che un giorno non riesca a tornarci“.