Adesso è ufficiale: Maria Sharapova è stata sospesa due anni per la positività al Meldonium riscontrata nel corso di un test antidoping lo scorso 26 gennaio agli Australian Open. La sentenza, che è stata annunciata pochi minuti fa e potrà essere appellata al Tas, prevede anche la cancellazione dei risultati allo Slam australiano (in cui era stata eliminata ai quarti), nonché la relativa perdita di premi e punti WTA. La tennista siberiana lo scorso 7 marzo aveva ammesso l’uso del farmaco, entrato nella lista dei farmaci proibiti soltanto all’inizio di quest’anno. Secondo una nota della federazione internazionale tennis, la squalifica sarà retrodatata, dunque la Sharapova potrà tornare sui campi il 26 gennaio 2018.

Maria Sharapova ha vinto 5 Slam durante la sua carriera, ed era già stata sospesa dalla federazione internazionale all’inizio di marzo, subito dopo la sua ammissione di aver assunto il farmaco, anche detto Mildronate. Il medicinale non è molto costoso, anzi: risulta essere di facile reperibilità in molti Paesi, soprattutto quelli dell’ex blocco sovietico. È in commercio dagli anni 80, non si trova in Italia o negli Stati Uniti, ed è prodotto in esclusiva da un’azienda lettone chiamata Grindex. Solitamente è utilizzato a livello terapeutico contro le cefalee e come anti-ischemico, ma può alterare il metabolismo e abbassa i valori di emoglobina, migliorando così la fluidità del sangue, potendo così agire come eventuale “coprente” dell’Epo.

Ovviamente non si è fatta attendere una dura e immediata reazione della Sharapova tramite il suo profilo Facebook ufficiale: «Il tribunale della Federtennis oggi ha riconosciuto che la mia assunzione del Meldonium non fosse intenzionale - scrive la campionessa siberiana -. la federtennis ha utilizzato grandi risorse di tempo e denaro per dimostrare la mia volontarietà, ma non c’è riuscita. Hanno chiesto che io fossi squalificata 4 anni, ma la loro posizione è stata respinta. Perciò, visto che il tribunale ha concluso correttamente che non l’ho fatto intenzionalmente, non posso accettare una pena ingiusta. Farò appello immediatamente al Cas, la corte di arbitrato per lo sport. Mi manca il tennis e mi mancano i fan. Ho intenzione di lottare per quello che credo sia giusto ed è per questo che io voglio lottare per essere di nuovo sul campo da tennis al più presto possibile».

A fine maggio la Russia aveva spiazzato tutti, includendo il nome di Maria Sharapova nella lista delle atlete partecipanti all’Olimpiade di Rio in programma dal prossimo 5 agosto, preannunciando però che in caso fosse stata confermata la squalifica, il suo posto sarebbe stato preso dalla 19enne Daria Kasatkina.