ROMA - La definizione potrebbe valere ovviamente anche per altri “Masters 1000“, ma Roma, si sa, aggiunge al fascino del torneo quello della città eterna. E allora sì, davvero, possiamo definire gli Internazionali d’Italia il “quinto Slam”, dopo Australian Open, Roland Garros, Wimbledon e US Open. (nella foto InfoPhoto, la russa Maria Sharapova, vincitrice delle ultime due edizioni a Roma, ritratta con la Coppa del Roland Garros 2012).

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L’edizione n.70 è già scattata in realtà sabato, con le qualificazioni, e domenica, con alcuni incontri del primo turno, ma parte di fatto oggi, con i “big” che scendono in campo. Presenti tutti i migliori al mondo fra i maschi e anche fra le donne, se si eccettua la n.14 del ranking, la francese Bartoli, assente.

In campo maschile, ovviamente, gli occhi sono puntati soprattutto sullo spagnolo Rafael Nadal, che ha vinto sei volte questo torneo (la prima nel 2005, 18enne) e il serbo Novak Djokovic, che si è imposto nel 2008 e nel 2011. Tre delle ultime quattro finali maschili li hanno visti protagonisti, con due successi dell’iberico. Che a Roma, prima ancora che a Parigi, ha costruito la sua leggenda. “Questo torneo mi dà la scossa“, è solito ripetere “Rafa”. L’8 maggio del 2005, quando batté a sorpresa Coria in una maratona di cinque set (6-4, 3-6, 6-3, 4-6, 7-6, rimontando sotto 0-3 nel quinto, 5h e 17′, la partita più lunga di sempre a Roma) John McEnroe, commentatore televisivo, parlò di “una delle sfide più belle di sempre“. Che fu forse superata, in bellezza e “drammaticità”, da quella dell’anno successivo, 2006, quando Nadal agganciò il numero di vittorie consecutive sulla terra di Vilas (53) e piegò Federer in cinque set, annullando due match point davanti ai 9.000 spettatori del Centrale.

Questa volta, però, Nadal e Djokovic non potranno incontrarsi in finale, perché si trovano dalla stessa parte (alta) del tabellone: Djokovic è testa di serie n.1, lo spagnolo n.5. Al massimo, li vedremo uno contro l’altro in semifinale, con Rafael che dovrà probabilmente superare il connazionale Ferrer per arrivarci. Sia lo spagnolo che il serbo, però, non sono al top fisicamente: il primo è alle prese con problemi al ginocchio sinistro, il secondo alla caviglia destra. Nadal è reduce dal fresco successo di Madrid, torneo n°40 sulla terra vinto in carriera (23° Masters Mille).

Tabelloni a 56 giocatori, con 8 bye. Per il terzo anno di fila, la formula è quella del combined event (uomini e donne in nove giorni). Uniche assenze degne di nota tra gli uomini, quelle dell’australiano Tomic (dopo la nota vicenda della sospensione del padre) e del tedesco Mayer. Sono entrati in tabellone il belga Malisse e il finldandese eterno Nieminen.

Il Montepremi complessivo del torneo è di 4.294.000 euro (2.750.000 per il maschile e 1.544.000 per il femminile).

Gli outsider più attesi, in campo maschile, sono il bulgaro Dimitrov, n.28 ATP, il solito Ferrer, il “bombardiere” argentino Del Potro, lo svizzero Wawrinka, il  ceco Berdych, il sempreverde tedesco Haas (finalista nel 2002 battuto da Agassi) e il francese Tsonga. Gli azzurri su cui sono riposti più speranze rispondono ai nomi di Andreas Seppi e Fabio Fognini.  L’Italia, a livello maschile, può vantare sei successi (qui l’albo d’oro), l’ultimo nel 1976, l’anno magico di Adriano Panatta, che vinse prima Roma (battendo Vilas in finale) e poi Parigi annullando svariati match point ai suoi avversari, nei primi turni. E sempre Panatta è anche l’ultimo finalista, nel 1978, sconfitto in cinque set da Björn Borg. E visto che parliamo di leggende, ricordiamo che questo torno ha respinto, nel corso degli anni, alcuni dei più grandi di sempre, mai vincitori sulla terra di Roma: primo fra tutti, ovviamente, Roger Federer, finalista nel 2003 (sconfitto da Mantilla) e nel 2006 (battuto da Nadal, come ricordato); e poi ancora John McEnroe (semifinalista nel 1987, all’unica partecipazione), Jimmy Connors (è appena uscita la sua “sconvolgente” biografia). Tra le donne (qui l’albo d’oro), Martina Navratilova (finalista quattro volte, mai vincente), Arantxa Sanchez (battuta in finale nel 1989 da Gabriela Sabatini e nel 1995 da Conchita Martinez) e Justine Henin.

Il sorteggio beffardo del tabellone maschile, per mano di Jelena Jankovic, ha messo subito di fronte, al primo turno, Fabio Fognini e Andreas Seppi, cioè gli italiani più attesi. I due si sono appena incontrati, sempre al primo turno, a Montecarlo: si è imposto il ligure (Fabio) in tre set. Chi passa trova Nadal… Federer, testa di serie n.2, nella parte bassa del tabellone potrà incrociare, sul suo cammino, Murray e Del Potro. Gli altri italiani: Lorenzi affronterà il giapponese Key Nishikori, giustiziere di Federer a Madrid; per Filippo Volandri (semifinalista nel 2007 dopo aver battuto Federer) c’è il francese Gilles Simon, per Potito Starace il ceco Radek Stepanek.

Fognini e Seppi sono stati anche protagonisti del sorteggio del tabellone femminile: niente derby al primo turno, ma addirittura tre possibili nel secondo. La Vinci affronta la russa Elena Vesnina (“Sarà una partita difficile, lei è una giocatrice fastidiosa”, il commento della tarantina), ma al turno successivo potrebbe incrociare Nastassja Burnet, la giovanissima romana opposta al primo turno alla francese Alize Cornet. Sara Errani (battuta da Serena Williams in semifinale a Madrid) attende la vincente tra l’altoatesina Karin Knapp e l’americana Christina McHale; Flavia Pennetta affronterà l’americana Sloane Stephens (con cui si è allenata la mattina prima di conoscere il sorteggio…), e in caso di successo potrebbe trovare Francesca Schiavone, che debutta contro l’olandese Kiki Bertens. Altro derby, ma in famiglia, quello che potrebbe andare in scena tra le sorelle Williams: Serena è di diritto al secondo turno, Venus la raggiungerebbe battendo l’inglese Laura Robson.

Maria Sharapova, regina delle ultime due edizioni di Roma, da numero 2 del mondo, è nella parte bassa del tabellone, e le potrebbe capitare una fra Schiavone e Pennetta prima, e probabilmente Sara Errani nei quarti. Verso una semifinale contro Ivanovic, Azarenka o Kvitova. Da subito più duro il cammino di Serena Williams, regina a Roma nel 2002, ma poi sempre deludente: l’americana trova la vincente fra sua sorella Venus e Robson, poi ha una lottatrice fra Makarova e Cibulkova, quindi s’attende un quarto di finale contro Pavlyuchenkova o Kerber, comunque difficile, ancor di più dopo le fatiche di Madrid sulla superficie per lei ostica da sempre. Nella sua fetta di tabellone, sarà lotta alla pari fra Li, Wozniacki, Vinci, Kuznetsova e Radwanska. Serena Williams è la nostra personale favorita, anche perché a Madrid, pochi giorni fa, è tornata a vincere un torneo sulla terra rossa dal 2002, quando si impose a Parigi (per la prima e unica volta).

L’Italia aspetta un acuto azzurro che manca dalla semifinale di Volandri nel 2007. Le ragazze, probabilmente, hanno più chance, soprattutto Vinci (se non avrà problemi alla spalla) ed Errani, per come stanno giocando. Mai sottovalutare, però, Schiavone e Pennetta, con la seconda che a Roma ha (quasi) sempre fatto bene. O le sorprese (come Oprandi…). Nell’Albo d’Oro spuntano tre vittorie italiane anche se l’ultima, datata 1985 e firmata da Raffella Reggi (oggi commentatrice televisiva) venne ottenuta a Taranto, dove si erano momentaneamente spostati gli Internazionali d’Italia e, a volerla proprio dire tutta, in un’edizione di livello bassino.

Intanto, si pensa già al futuro: 2014 verranno costruiti altri due campi d’allenamento nel Foro Italico.  Roma, torneo eterno…