Torno o non torno? Questo il dilemma che infiamma il tennis mondiale da lunedì 2 marzo 2015. Marion Bartoli, tennista francese di 30 anni, ritiratasi dall’attività agonistica nell’estate del 2013 dopo il trionfo più clamoroso della sua carriera costellata di alti e bassi, niente meno che a Wimbledon, sta meditando il grande comeback. Forse. O forse lo ha già deciso. Ma ha voluto comunque lanciare un sondaggio in rete, attraverso Twitter:

“Tornare o non tornare? Voi che cosa ne pensate? Ditemi che cosa dovrei fare”, questa la traduzione del tweet.

CARRIERA

Marion Bartoli ha vinto otto tornei WTA, in singolo, nella sua carriera, tra questi il più prestigioso di tutti sull’erba verde dei Championships due anni fa. Chiaro che la domanda sui social, retorica, nasconde un ripensamento ben più serio e, probabilmente, programmato. Del resto, sono tanti gli esempi prima di lei di campionesse tornate all’attività: da Hingis a Clijsters, da Henin a Capriati, con motivi e tempi diversi. La belga Kim Clijsters è forse la tennista che ha tratto i benefici maggiori dal ritorno: rientrata all’agonismo da mamma, dopo 1 vittoria in cinque Finali Slam, si è invece imposta di nuovo due volte a New York, agli US Open, e una a Melbourne, agli Australian Open, dove non aveva mai vinto.

DUBBI

La perplessità è però legata al fatto che uno dei motivi addotti, a suo tempo, per il ritiro, dalla giocatrice di Le Puy en Velay, era l’eccessivo stress fisico che l’attività agonistica le imponeva. Due anni dopo, a 30 primavere appunto, siamo sicuri che la situazione possa migliorare? Urge un’analisi approfondita della situazione. Certo, probabilmente il ritiro a 28 anni, è dopo il più grande trionfo della carriera, è stato prematuro. Ora vedremo che cosa succederà nei prossimi mesi…