Ci sono vari motivi per cui Francia-Honduras è meritevole di passare alla storia dei Mondiali di calcio. Diciamo tre: per la prima volta non sono stati eseguiti gli inni nazionali (probabilmente si sono dimenticati di montare le casse allo stadio), con doppio scorno per gli sciovinisti transalpini, visto che l’inno dell’Honduras parla della Francia; per la prima volta una squadra reale (la Francia) ha giocato contro una squadra immaginaria (la New Team); per la prima volta si è avuto occasione di utilizzare la tecnologia anti gol-fantasma, il Goal Control.

A esser sinceri, non è che tutto sia filato senza intoppi. Il piattone di Benzema (foto by InfoPhoto) ha prima sbattuto contro il palo per poi essere sospinto al di là della linea bianca da un maldestro tentativo di salvataggio del portiere honduregno; l’arbitro del match, il brasiliano Ricci, è stato avvisato da un segnale elettrico un paio di secondi dopo e ha pavlovianamente convalidato la rete. Il problema è che i maxischermi dello stadio Beira-Rio hanno trasmesso la ricostruzione digitale di Goal Control, scatenando i fischi del pubblico poiché la prima immagine (relativa al tiro di Benzema finito sul palo interno) evidenziava come il pallone non fosse entrato; è stato solo con la seconda immagine (relativa al tocco all’indietro del portiere dell’Honduras) che si è avuta la certezza della bontà della decisione dell’arbitro, e di conseguenza della funzionalità del sistema. Ciò non ha fermato le proteste del pubblico e dei giocatori honduregni; e chissà quali pensieri, tra un’immagine e l’altra, hanno affollato i capoccioni dei vertici FIFA.

In ogni caso, spavento a parte, il Goal Control ha superato a pieni voti il primo esame probante. A occhio nudo, il direttore di gara non si era accorto che il pallone aveva oltrepassato la linea – e, conoscendoli ormai bene, possiamo dire che non se ne sarebbero accorti nemmeno gli ineffabili arbitri di porta di Platini. Senza Goal Control, quasi certamente la Francia sarebbe stata derubata. Cosa che, ça va sans dire, avrebbe straziato il cuoricino tanto di Blatter quanto di Platini.