A partire dalla prossima stagione la Serie A potrebbe finalmente dotarsi della goal-line technology, la tecnologia di porta utile a dissipare i dubbi sui gol-fantasma. Il consiglio federale della FIGC, infatti, ha dato mandato a Michele Uva di costituire un gruppo di lavoro per analizzare la fattibilità dell’introduzione del sistema in vista dell’inizio della stagione 2015-2016. “La Federazione“, commenta il presidente federale Carlo Tavecchio, “ha posto l’oggetto della nuova tecnologia in calendario con la nuova stagione sportiva; i costi eventuali saranno a carico dei club“. Il dado è tratto, dunque: dopo anni di battaglie, polemiche, balbettii, passi indietro e bizzarre soluzioni alternative, anche il gerontocratico calcio italiano sembra disposto a piegarsi all’ineluttabile introduzione di elementi non umani nel metodo di direzione delle partite. Ma è già evidente che non sarà un passaggio indolore, né privo di oppositori.

Tecnologia di porta contro arbitri di porta

Già, perché il definitivo avvento della tecnologia di porta ha come prima conseguenza il pensionamento degli arbitri di porta. O almeno così dovrebbe essere, in un mondo dominato dalla logica e non dai piccoli interessi corporativi. E invece, ci troviamo con lo stesso Michele Uva che mette le mani avanti: “Sono cose che viaggiano su binari separati e possono anche coesistere, come accadrà agli Europei del 2016“. Se lui la pensa così, figuriamoci il capo degli arbitri, Marcello Nicchi. Solo qualche settimana fa aveva definito l’investimento per la goal-line technology “uno spreco di soldi”; oggi è costretto a scendere a più miti consigli: “Ora abbiamo gli arbitri di porta, poi se arriva la tecnologia ci sarà la tecnologia e gli arbitri di porta“. Come a dire: noi non rinunciamo a quei 1,6 milioni di euro annui che la FIGC ci versa per gli arbitri addizionali. Il mondo delle giacchette grigie si stringe compatto attorno ai ricchi bonus, decantando le virtù e l’importanza degli addizionali, quando l’impressione dall’esterno – condivisa anche da qualche illustre ex arbitro non più a libro paga, come Graziano Cesari – è che la pensata di Michel Platini si sia rivelata sostanzialmente un fallimento. Difficile dire quanto durerà la resistenza, ma è facile supporre che prima o poi dovrà soccombere e gli arbitri addizionali scomparire: la tecnologia di porta, sebbene utilizzata relativamente di rado (al momento la statistica dice un caso ogni 80-90 partite) e più costosa, ha dimostrato di essere molto più efficace dell’occhio umano.