Carlo Tavecchio rischia di diventare il presidente federale rimasto per meno tempo in carica. Secondo il numero uno del Coni, Giovanni Malagò, infatti, il neo eletto a capo della Figc potrebbe dimettersi dopo che la Uefa ha deciso di aprire un’inchiesta per le sue frasi razziste.

“Avevo ricevuto segnali che l’Uefa avrebbe voluto approfondire la questione. E non mi sorprenderei se si muovesse la Fifa e, sulle prese di posizione dell’Associazione calciatori, anche la procura federale”. Altro che rose e fiori e relax per Tavecchio: “L’ho sentito, gli ho parlato, sta preparando la sua difesa. Mi è parso sereno, sta lavorando molto. Ma aggiungo che se il neopresidente federale dovesse sentirsi condizionato da certi eventi, tipo quello dell’Uefa, o da altre manovre, da pressioni di parte, non mi stupirei affatto se facesse un passo indietro e rassegnasse le dimissioni”.

Dimissioni che avrebbero del clamoroso, naturalmente: “In un lungo colloqui, prima della sua elezione, Tavecchio mi ha parlato del suo programma, della sua forza elettorale, anche in modo convincente. Aggiungendo che se non fosse stato in grado di operare per il bene del calcio, si sarebbe dimesso”. Malagò aggiunge: “Il caso Tavecchio? Non avrei mai immaginato di ricevere così tante pressioni, interferenze di ogni tipo. Tutti pensavano di essere depositari della verità. Ho ascoltato, ma non mi faccio condizionare. Mi sono mosso secondo le regole e rispettando spazi e prerogative altrui”.

E dire che con l’ingaggio di Antonio Conte il peggio sembrava alle spalle per il presidente della Figc: “Tavecchio mi confidò l’intenzione di ingaggiare Conte. Gli dissi che avrebbe avuto il mio consenso. Conte è un vincente. E stiano tranquilli anche i puristi: il neo commissario tecnico non si farà condizionare dagli sponsor”.