Londra 2012 è lontana. Lontanissima. Da quell’Olimpiade sfortunata sono passati quasi due anni, pare un secolo. Perché Tania Cagnotto da Bolzano, classe 1985, figlia d’arte, ha svoltato decisamente, dopo, scacciando le ipotesi del ritiro, guardando timidamente verso Rio 2016, ma, soprattutto, prendendosi più tempo per sé stessa, senza tralasciare affatto la sua principale attività e ripartendo, però, a cuor leggero. La nuova filosofia ha pagato, eccome, perché ai Mondiali di Barcellona 2013, a nostro modesto avviso, si è vista la miglior Cagnotto di sempre almeno dal trampolino 1m, e non solo per la medaglia d’oro sfiorata. Quella rassegna iridata ha ridato nuovo slancio alla figlia d’arte, che oggi, a tre mesi dall’appuntamento clou della stagione, gli Europei di Berlino a metà agosto, ha già regalato sprazzi di classe in qualche tappa delle World Series e conquistato tre titoli italiani agli Assoluti di Torino. Eppure, dice lei, “non sono che al 50% della forma“. Meglio, decisamente meglio.

Leonardo l’ha incontrata a Milano, dove è stata testimonial, assieme al nuotatore campione olimpico nei 200mx a Sydney 2000, Massimiliano Rosolino, di un progetto molto importante, realizzato da Arena con ActionAid, “organizzazione internazionale indipendente impegnata da oltre 40 anni giorno per giorno nella lotta alle cause della fame nel mondo, della povertà e dell’esclusione sociale”, in collaborazione con la Federazione Italiana Nuoto e la Gazzetta dello Sport: l’originalissima Limited Edition di costumi e accessori per la piscina, pensata e disegnata da Arena per l’occasione e disponibile nei migliori negozi sportivi e nei Gazzetta Store dal mese di giugno, permetterà infatti di donare 1 euro per ogni capo acquistato al nuovo progetto di ActionAid a sostegno dei bambini a rischio povertà ed esclusione sociale in Italia. In particolare, questa collaborazione permetterà a bambini indigenti di 5 città italiane (Milano, Torino, Padova, L’Aquila e Napoli) di accedere, a partire da settembre 2014, a corsi di nuoto e di scoprire la bellezza e i benefici di questo sport.

I capi proposti da Arena richiamano le atmosfere e la vitalità del Brasile, paese a cui ActionAid sta dedicando una serie di iniziative che legano l’impegno sportivo alla lotta alla fame e alla povertà, rendendo doppiamente unica e speciale questa collezione. “Sono contenta di prender parte a questa iniziativa come testimonial” – racconta Tania - “perchè trovo molto interessante aiutare i bambini a praticare lo sport. Mi auguro di cuore che porterà ottimi risultati”.

Parlando delle sue gare, contenta di come stanno andando le World Series?

Decisamente felice dei risultati delle ultime tappe, perché sono arrivata quasi sempre dopo le cinesi e devo dire che non me l’aspettavo, non ero ancora preparata per “combattere” con le altre. Eppure le gare sono andate bene, adesso voleremo in Canada e Messico per chiudere le World Series e poi affronteremo prima la Coppa del mondo in Cina e poi gli Europei a Berlino“.

Condizione di forma?

Devo comunque migliorarmi, ad agosto vorrei arrivare un po’ più in forma, naturalmente. A  Torino è andata molto bene, però è dovuto anche a fattori esterni, il grande pubblico, per esempio, poi si trattava di un campionato italiano, che è sempre particolare. Ma negli allenamenti sento che mi manca ancora qualcosa

Il mondo prova a sfidare le cinesi con nuovi tuffi, anche lei…

Tutti stanno cercando una nuova via per avvicinarsi alle cinesi. Il problema è che loro hanno cinque tuffi dove fanno quasi 75-80 punti a tuffo. Per fare questo ci son due strade: o fai tutti i tuffi tuoi da “8 e 1/2″ o possibilmente “9″, oppure cerchi di inserire nel tuo programma un tuffo che porti più punti degli altri e speri ti venga bene. Io ho sempre preferito fare i tuffi che conoscevo bene e fatti bene, non dico quelli più semplici, perché in realtà non ce ne sono, ma comunque quelli che mi riuscivano meglio. Adesso ho provato questo triplo avvitamento e mezzo rovesciato, che mi porta 5 decimi di punto in più dell’avvitamento avanti. Ma ovviamente lo porterò solo nel momento in cui so di poter fare, con certezza, più punti rispetto all’avvitamento avanti, perché altrimenti è inutile andarsi a complicare la vita. Adesso l’ho provato una volta, la strada è lunga, lo teniamo monitorato, per ora…, in gara non lo vedrete prima del 2015, penso“.

Nel suo futuro come si vede?

Come sapete, ormai sto prendendo in considerazione solo un anno alla volta. Nel 2014 ci saranno gli Europei a Berlino, poi i Mondiali a Kazan nel 2015 e in teoria, per me, i Giochi a Rio 2016. Dopodiché sicuramente la mia vita cambierà e da lì in poi vedremo quel che sarà”. 

La situazione impianti in Italia è sempre difficile…

Servirebbero più spazi, più impianti per allenarsi, più ore. Adesso, per esempio, ho la piscina chiusa fino ad ottobre a Bolzano, quella interna, e se continua a far freddo così non riuscirò nemmeno ad allenarmi in acqua… Sicuramente c’è qualcosa che non va, nei nostri impianti…”.

Dopo Londra, si è moltiplicato l’affetto per lei in Italia e già era enorme…

E’ vero e mi ha fatto molto piacere sentire quanta gente si sia dispiaciuta per me, dopo le Olimpiadi, addirittura abbia pianto per me e poi mi abbia scritto. Un affetto così grande non me lo sarei mai aspettato e devo dire che, sinceramente, mi ha aiutata molto ad andare avanti, perché sapere che c’è così tanta gente che soffre e tifa per te è bello, molto bello. Mi fa piacere“.