Diciannove medaglie europee (record assoluto), di cui 12 d’oro; sette mondiali, 4 d’argento e tre di bronzo, un titolo iridato sfiorato dal trampolino 1m a Barcellona 2013 (davanti a due cinesi, sarebbe stato clamoroso) e ancora un futuro roseo davanti, almeno fino ai Giochi di Rio de Janeiro 2016, passando per gli Europei di Berlino, il prossimo agosto, e i Mondiali a Kazan nel 2015. Tania Cagnotto da Bolzano, classe 1985, figlia d’arte, la più grande tuffatrice della storia italiana, è ancora nettamente sulla breccia, serena, rilassata e convinta come non mai, dopo i due argenti iridati dello scorso anno e dopo un inizio di stagione 2014 molto positivo nelle prime due tappe delle World Series, nonostante… lo scivolone da tre metri a Pechino! A Dubai, nella 2a tappa, è andata a prendersi l’ennesimo podio della carriera a livello individuale, sempre da 3m, con un punteggio clamoroso, 357,85, vicina a quei 362 punti che rappresentano il suo record assoluto nella specialità. L’abbiamo incontrata a Milano a margine dell‘Arena Open Day

Tania, si aspettava di cominciare così bene?

No, assolutamente, alla seconda gara della stagione non pensavo di essere già così competitiva. Ma la realtà è probabilmente diversa, non sono già così allenata e preparata per valere un punteggio del genere. Però è arrivato… Ho chiuso al terzo posto dietro le due cinesi, a Dubai, ho fatto una delle migliori gare di tutta la mia carriera senza quasi volerlo o quanto meno senza minimamente sapere di valere una prestazione del genere. Ovviamente, meglio così, ma comunque non sono ancora al top della forma, anzi…“.

In effetti lei solitamente è un po’ un diesel…

E’ vero, ma infatti ribadisco, non mi sento così avanti nella preparazione. In allenamento sono ancora indietro, si vede, basta guardarmi! Si vede che a Dubai ho proprio azzeccato la gara, probabilmente concentrandomi nel modo giusto, non lo so, devo capire bene cos’ho pensato prima e durante quella gara, per poi riproporlo sempre!“.

Qualche giorno prima, a Pechino, invece….

Sono scivolata dal trampolino durante il presalto dell’avvitamento avanti, per un tuffo alla fine… nullo, da zero, perché sono entrata in acqua seduta e non di testa, come da regolamento, dopo aver dichiarato il tuffo. Devo aver fatto anche ridere un po’ tutti, perché insomma alla mia età fare un errore così… Senza conseguenze, per fortuna, non mi son fatta male, ma ho rischiato, son rimasta sul trampolino appunto su una gamba sola. Peccato perché anche anche in quel caso mi trovavo, al momento dell’errore, davanti a un cinese, e una volta che sei davanti a loro è meglio rimanerci, non capita poi tanto spesso…“.

E da qualche mese sta lavorando duramente per inserire un nuovo tuffo, che potrebbe fare veramente la differenza, un tuffo che eseguono solo i maschi, per ora, da 3m, il famigerato “5337 B” in codice, ovvero 1 salto mortale e mezzo, rovesciato, con tre avvitamenti e mezzo, carpiato. A che punto siamo?

L’ho provato da un metro, adesso devo portarlo da 3m, e soprattutto di testa. Vorrei però parlarne solo quando sarò in grado di eseguirlo bene. Adesso è in cantiere, cantiere che prosegue, ma con molta calma. In ogni caso, anche se dovesse venirmi bene nel 2014, in gara non sarà eseguito fino al 2015, assolutamente. Vorrei prepararlo al meglio e poi valutare o meno se  vale la pena inserirlo oppure no“.

Quest’anno ci saranno gli Europei, a Berlino, dove nel 2002 ottenne le sue prime medaglie continentali, a 17 anni. A livello europeo ha già battuto ogni record, dove trova gli stimoli?

Nel fatto che vincere o comunque salire sul podio è sempre bello. Se ti metti al collo una medaglia ogni volta provi un’emzione enorme, è sempre una bella sensazione. Io spero di continuare, è difficile mantenersi ad alto livello, certo, e lo stimolo è proprio quello. Riuscire a rimanere sempre lì, con le migliori o davanti a tutte, se si riesce”.

Ma l’obiettivo grande è Rio 2016…

Sì, prendo comunque in considerazione sempre un anno per volta a questo punto, però è chiaro che ormai l’idea di arrivare ai Giochi del 2016 c’è. Se riesco a reggere il tutto, andremo avanti fino al Brasile…”. 

Inutile ricordare che l’unica medaglia mancante nella collezione di Tania, in maniera incredibile se vogliamo, è proprio quella a Cinque Cerchi: è stata 8a (dalla piattaforma e dal trampolino 3m) ad Atene 2004 a 19 anni, 5a dai 3m a Pechino 2008, quarta dai 3m e nel synchro con Francesca Dallapè a Londra 2012 ed era già presente, 15enne, a Sydney 2000. Avrebbe bisogno solo di un pizzico di fortuna in più alle Olimpiadi…