Non gliela doveva fare, Giovanni Malagò, il nuovo presidente del CONI che ha annunciato il taglio dei privilegi parlamentari per ciò che riguarda gli eventi sportivi. Tradotto: niente calcio gratis per tutti gli onorevoli abituati a passare le domeniche a scrocco nelle tribune deluxe dei principali impianti italiani. Un colpo basso, secondo Ignazio La Russa (foto by InfoPhoto), uno che sta a San Siro come Jack Nicholson allo Staples Center (e chiedo scusa a Jacko):

Non credo che in questo modo si aggiusteranno i bilanci dello Stato. A Milano, la tessera da parlamentare consente solo l’accesso, ma non dà il diritto a un posto in tribuna, per questo io non ne ho mai usufruito. Detto questo, mi sembra che il CONI abbia voluto prendersi la medaglietta”.

Ora, La Russa ha senz’altro ragione in due punti: far pagare il biglietto per la partita ai politici non contribuirà in nessun modo a sanare le casse statali; quella del CONI sembra effettivamente una mossa al passo coi tempi.

Il problema è che, probabilmente, in questo caso l’ex Ministro della Difesa avrebbe fatto meglio a non parlare del tutto. Non perché non ne abbia il diritto, figuriamoci, ma di certo non aveva la convenienza. Non è questo il momento storico per lamentare la cessazione di un privilegio peraltro slegato dall’attività politica (perché diavolo un parlamentare dovrebbe entrare gratis allo stadio?). E, pur senza scivolare in moralismi da quattro soldi, è in fondo anche una questione di buon gusto.